Lory Del Santo (Photo by Vincenzo Lombardo/Getty Images)

Sesso e carriera, lo stereotipo del mondo dello spettacolo esiste da sempre e non è mai stato un segreto che molte aspiranti showgirl sono disposte a tutto pur di emergere. Certo, non sempre andare a letto con qualcuno può servire a fare carriera, spesso non è nemmeno così facile. Bisogna essere astuti e sapersi muovere. Ed è così che ha fatto Lory Del Santo nel corso degli anni, come ha candidamente confessato lei stessa in un’intervista a Il Giorno, dove ha assicurato di non essere mai scesa a compromessi per lavorare, ma che ha ringraziato chi l’aveva aiutata a modo suo. “Molte donne pensano che in questo modo si faccia carriera più velocemente – ha spiegato – Secondo me è una cosa da valutare caso per caso, bisogna vedere se ci sono i termini. Per me non è stato così. Mi è capitato solo una volta con un regista televisivo, ero vestita con short molto succinti e lui mi ha fatto sedere sulle sue ginocchia. La cosa non mi è piaciuta e me ne sono andata, perché ho capito che non avrebbe fatto la differenza”.

La Del Santo, tuttavia, spiega come invece ha avuto modo di fare lei: “Bisogna capire se ti può davvero essere utile, perché magari acconsenti e non ne ricevi niente. Occorre essere brave a intuire se è davvero l’occasione giusta per avere un programma o una parte in un film. In quel caso lo avrei fatto, lo farei anche adesso ma ormai è troppo tardi, non c’è nessuno interessato. Al limite in un paio di occasioni sono stata con chi mi aveva favorito, ma solo dopo, come una forma di ringraziamento”.

Nella lunga intervista la Del Santo fa anche alcuni nomi di personaggi famosi con cui è stata a letto: ”Con Fabio Galante (ex calciatore dell’Inter, ndr) ci siamo conosciuti durante una cena quando lui aveva 19 anni, poi è stata una cosa tutta telefonica. Da allora ogni anno, ogni volta che veniva a Milano a giocare, mi chiamava dall’albergo: ‘Sono all’hotel tal dei tali’, mi diceva, ‘ho venti minuti-mezz’ora di tempo, dai vieni a trovarmi’. E io naturalmente mi rifiutavo. Bisogna tenere conto che allora era davvero un gran bel ragazzo, non solo di corpo ma anche di viso. Per dire, non è Brocchi! Una volta con Brocchi siamo stati in discoteca fino alle tre e mezza, poi alle 4 mi chiama e mi fa, dai vieni… No, Brocchi mai. A me il calciatore non mi fa sudare. Invece a Galante dopo dodici anni ho detto: ‘Dai vieni a casa mia’, e così è stato. Siamo stati meravigliosamente bene. Per lui era diventato un puntiglio, una fissazione: voleva che io mi ricordassi di lui così si è dato da fare. Poi non l’ho mai più sentito. Era come una bandiera che voleva piantare”. Dal racconto spunta nientemeno che Donald Trump: ”Una volta è venuto a casa mia, c’erano degli operai e lui, da buon immobiliarista, gli dava consigli tecnici sui lavori da fare. Ma non c’è mai stata l’occasione di andare oltre”.

Nel passato della donna anche Renzo Arbore e Dodi Al Fayed: ”Per me Renzo è sempre stato un uomo meraviglioso, devo a lui la mia carriera, senza di lui sarei ancora a vagare tra i tavoli dei ristoranti. È simpatico, intelligente, divertente, non pensavo avesse delle doti seduttive, invece un giorno era su una bellissima 500 e, con quell’auto e il suo sorriso, per un giorno mi ha conquistato. Dodi invece lo incontrai a Saint-Tropez, l’estate prima che conoscesse Diana, e ne rimasi colpita. A renderlo irresistibile era il suo modo di corteggiare veramente intrigante, che andava oltre la solita trafila dei fiori e dei regali. Fu una storia breve, ma molto intensa, uno di quei flash romantici destinati a restare impressi nella mente di una donna”.

M.O.