Le storie di 4 donne che hanno avuto genitori alcolisti

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Foto di Dmitry Kostyukov/AFP/Getty Images

“Non ho altri ricordi dell’infanzia se non mia madre con un bicchiere in mano”, queste le parole di una delle donne intervistate dal programma radiofonico Woman’s hour, di BBC. Un bambino su cinque, nel Regno Unito, afferma di essere stato colpito negativamente dalle abitudini alcoliche dei genitori, e gli effetti spesso condizionano anche l’età adulta. Quattro donne – Karen, Liz, Hilary e Lynne – hanno raccontato cosa significa crescere un genitore alcolista.

“C’è chi parla dell’ultimo libro letto, o il film visto al cinema, noi parliamo di quanto fossero ubriachi i nostri genitori”, racconta Karen. Karen e Liz si sono conosciute a lavoro quando avevano vent’anni e hanno subito legato grazie alle esperienze comuni vissute. “Non è la stessa cosa parlarne con qualcuno che non sa cosa significhi”, dice Liz. Liz ha realizzato a 8 o 9 anni che i suoi amici vivevano una vita completamente diversa dalla sua: “Ah, ti cucinano la cena? Io spesso non ceno neanche. Lì realizzi quanto la tua vita sia orrenda e ti senti molto solo”. Una volta, dato che la mamma aveva speso tutti i soldi che aveva in alcol, tutto ciò che poteva permettersi era un sacco di patate. “Weekend della patata!”, ride Liz. “Abbiamo letteralmente mangiato patate tutto il weekend. Patate lesse, schiacciate, al cartoccio, fritte – era piena di risorse”.

Il cibo, o meglio, la sua assenza, è un argomento comune tra i figli degli alcolisti. Hilary, 55, è cresciuta in una famiglia benestante, e suo padre era uno stimato chirurgo. La famiglia manteneva le apparenze ma la madre beveva. “Mi ricordo che una volta a scuola una mia amica ha aperto il pranzo e ha detto: ‘Oh no, i miei panini non sono stati farciti bene fino ai bordi’. Era di una altro pianeta paragonata alla mia vita”, ricorda Hilary. Nessuno infatti preparava il pranzo per lei. Spettava a lei infatti prendersi cura del suo fratellino più piccolo – metterlo a letto, prepararlo per andare a scuola, assicurarsi che mangiasse. Sua madre aveva iniziato con un bicchiere di vino mentre cucinava, degenerato poi in una bottiglia di vodka al giorno. “Nascondeva bottiglie ovunque, nelle scatole delle scarpe, dietro le tende, nel forno e nella lavatrice”. Guardare la sua elegante e istruita mamma scomparire era davvero doloroso per Hilary. “Non potevi avere una conversazione con lei perchè era sempre ubriaca”, spiega Hilary, “E’ come se non fosse veramente lì – è passata dall’essere molto presente a diventare un fantasma”.

La mamma di Lynne è morta 13 anni fa a causa di complicazioni dovute all’alcolismo. La cosa più dura è stata sentire al funerale tutte queste persone che le dicevano quanto la mamma fosse fantastica. “Io non ricordo un giorno in cui mia madre non mi abbia mandato al negozio a comprarle una bottiglia di Olde English e 4 lattine di birra. Ogni ricordo della mia infanzia è legato a mia mamma che beveva”, racconta Lynne. E continua, “decidere di non avere figli è l’eredità che mi ha lasciato. Nel mio cuore sono terrorizzata dal fatto che non riuscirei a prendermi cura di qualcun altro, ripetendo i suoi errori. E’ nei geni? Potrebbe succedere anche a me? E’ ciò che ho sempre pensato”. Hilary invece ha un figlio adolescente e le sta dando tutte le attenzioni che lei non ha mai ricevuto. “Ho imparato la lezione da mia madre, faccio molto sport e lavoro – ho bisogno di avere una vita strutturata”, dice Hilary, “credo mia madre fosse sola e triste. Credo che avrebbe potuto essere aiutata”.

Lavinia C.

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