Trump indagato per ostruzione alla giustizia

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Il presidente USA dovrà difendersi dall’accusa di ostruzione alla giustizia, lo stesso reato di cui fu accusato Richard Nixon nel 1972 nell’ambito dell’inchiesta promossa dai due reporter Bob Woodward e Carl Bernstein comunemente denominata Watergate. La notizia dell’inchiesta su Donald Trump è arrivata questa mattina sulle pagine del ‘Washington Post’.

Nell’articolo esclusivo del quotidiano americano si legge che il procuratore speciale Robert Mueller (quello che si occupa dell’indagine sul Russiangate) ascolterà nei prossimi giorni alcuni degli alti esponenti dei servizi segreti americani e che adesso si valuta l’ipotesi di una ostruzione di giustizia da parte di Trump. A presentarsi volontariamente davanti al procuratore speciale saranno Daniel Coats (Capo della National Intelligence), Mike Rogers (Direttore delle NSA) e Richard Ledgett (Vice direttore della NSA).

I tre esponenti della Intelligence potrebbero avvalersi della facoltà di non rispondere, specialmente se il presidente utilizzerà il suo privilegio esecutivo di mantenere segrete le conversazioni avute con loro. Un diritto che nel caso del Watergate fu abolito temporaneamente e che anche in questo caso potrebbe essere revocato per ragioni di sicurezza nazionale.

L’ipotesi di un’ostruzione alla giustizia si è profilata subito dopo il licenziamento del capo del FBI James Comey. Questo, infatti, stava investigando sulla presunta collusione di Michael Flynn (consigliere per la sicurezza internazionale USA) nel Russiangate, ovvero nell’ingerenza della Russia nelle ultime elezioni presidenziali. Comey, subito dopo il licenziamento, ha dichiarato di aver subito pressioni da Trump affinché desistesse dalle indagini e che il motivo del licenziamento sarebbe stato il suo rifiuto.

Sebbene Trump abbia ricusato l’attacco di Comey definendolo un bugiardo, Mueller ha deciso di investigare a fondo sulla questione, cercando di superare la lite tra i due con le testimonianze di altre persone informate sui fatti. Sembra infatti, almeno secondo alcune fonti giornalistiche, che il presidente abbia fatto pressioni anche sui capi della Intelligence poiché si insabbiasse il coinvolgimento della Russia nelle elezioni presidenziali del 2016.

F.S.