La figlia muore di fibrosi cistica: “Aveva pianificato tutto” – FOTO

Lyn Eades e i suoi figli (foto dal web)

Lyn Eades, 45, di New Addington, Croydon, è rimasta sconvolta quando ha perso la figlia 21enne Amy e ha scoperto che la ragazza aveva pianificato il funerale. Era arrivata persino a scegliere il colore della bara. Amy è scomparsa dopo una lotta per tutta la vita con la fibrosi cistica. Lyn Eades ha spiegato che ha scoperto che la figlia aveva pianificato tutto sfogliando il suo iPad, così ha deciso di esaudire quelle sue volontà. La fibrosi cistica, malattia che provoca muco pericoloso da sviluppare nei polmoni e nel sistema digestivo, era stata diagnosticata ad Amy quando aveva solo sei settimane e non riusciva a prendere peso.

Il medico disse a Lyn Eades che sia lei che il marito avevano il gene della fibrosi cistica, poi le disse: “Prendi Amy e portala a casa. Godetevela”. La donna rimase interdetta di fronte a quelle parole: “Ma cosa significa, pensavo, confusa”. Da quel momento, Amy aveva bisogno di una terapia regolare per liberare i suoi polmoni e col passare del tempo – viste le cure continue per le infezioni costanti – la sua mamma capì quanto fosse grave quello di cui soffriva. Fu poi un medico a prospettarle le basse aspettative di vita della ragazza: “In quel momento sapevo che un giorno avrei dovuto seppellire la mia bambina. Era troppo dura da accettare”.

La vita di Amy è consistita in appuntamenti ospedalieri, un cocktail di medicinali, inalatori, iniezioni, nebulizzatori e terapie regolari. Negli anni, il sostegno di Lyn Eades non è mai mancato. Come se non bastasse, la donna ha dovuto subire il sopruso di vedere genitori ignoranti, spaventati dal fatto che la fibrosi cistica potesse essere virale, che emarginavano sua figlia. Sorprendentemente, Amy sfidò i medici e, nonostante i numerosi ricoveri ospedalieri, ha sempre provato a condurre una vita normale. Si è poi aggravata a causa di un’infezione polmonare. Capì subito di essere grave: “E’ diverso questa volta, mamma”.

Amy doveva subire di continuo trasfusioni di sangue e aveva bisogno di antibiotici, di fisioterapia e di una macchina per aiutarla a respirare. Quando ha capito che poco le era rimasto da vivere, chiese una bara ‘leopardata’. Poi chiese a sua sorella Jess un brano di Phil Collins per il suo funerale. “Sento che la vita scivola via, ma non voglio rinunciare”, scriveva su Facebook negli ultimi giorni di vita.

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GM