Dottoressa stuprata a Catania: “Nessun incidente sul lavoro”

 

(Websource/archivio)

Lo stupro subito dalla dottoressa catanese durante il turno notturno alla guardia medica di Trecastagni continua a far discutere. Non tanto perché il fatto in se ha palesato il contesto di pericolo in cui sono costretti a lavorare i medici per mancanza di fondi e di personale (tutto ciò non sarebbe successo se ci fosse stata un adeguata sicurezza), o perché il violentatore, Alfio Cardillo, è un 26enne con precedenti di violenza sulle donne che in passato era stato sottoposto a tso, ma perché nei giorni scorsi è stata rilanciata una falsa notizia a riguardo sulle presunte dichiarazioni della dottoressa che avrebbe accusato il sistema di aver archiviato lo stupro come “Incidente sul lavoro”.

A smentire le presunte dichiarazioni pubblicate su tutti i quotidiani nazionali ci ha pensato il procuratore generale di Catania, Carmelo Zuccaro che ha dichiarato: “Apprendo con stupore e indignazione la notizia pubblicata da alcuni quotidiani, cartacei e online, secondo cui la violenza sessuale subita dalla dottoressa della guardia medica sarebbe stata derubricata a incidente sul lavoro”. Il procuratore fa notare, non solo che la dottoressa ha semplicemente parlato della rabbia e dell’umiliazione che prova dopo quanto le è capitato, ma anche come nessun reato presente nel codice penale faccia riferimento all’Infortunio sul lavoro: “A prescindere che non esiste nel nostro codice penale nessun reato rubricato come “infortunio sul lavoro”, ma piuttosto il reato di lesioni personali, i reati contestati all’indagato dal Pm e confermati dal Gip nell’ordinanza cautelare in carcere sono quelli i violenza sessuale aggravata, di sequestro di persona, di lesioni volontarie pluriaggravate e di danneggiamento”

F.S.