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(Websource/archivio)

Sembra assurdo ma in Italia se ammazzi un uomo e hai meno di 18 anni (in questo caso 17) non farai un giorno di carcere. E’ giustizia? Non lo sappiamo, ma abbiamo la netta impressione che qualcosa non funzioni. Sta di fatto che il 17enne che qualche mese fa uccise un uomo di 77 anni e ne ferì gravemente un altro gettando entrambi in mare da una scogliera di Monopoli ha ricevuto oggi la sua “condanna” dal tribunale dei Minori di Bari. Il minorenne sarà affidato ad una comunità protetta di Caserta e se nei prossimi tre anni dimostrerà di andare bene e con costanza a scuola non sarà accusato di omicidio e non riceverà alcuna altra pena per quel reato. Insomma se si limiterà a fare quello che tutti i suoi coetanei che non buttano anziani giù dalle scogliere fanno ogni giorno il suo omicidio sarà come se non fosse mai successo.

Il legale del diciassettenne, l’avvocato Giuseppe Sardano, conferma e commenta così: “Una sentenza da un lato coraggiosa ma che dall’altro è prevista dal nostro ordinamento”. Nessuna parola però sulla famiglia della povera vittima Giuseppe Dibello. Qualcuno ha pensato anche a loro? Qualcuno ha pensato al senso di impotenza e ingiustizia che devono provare in questo momento?

Il tribunale dei Minori, per spiegare la cosa, ma forse peggiorando la situazione, sottolinea che il 17enne dovrà anche fare attività sportiva, volontariato con la Caritas e prestare servizio agli anziani. Inoltre sarà sottoposto a sedute dallo psicologo e a corsi sulla legalità. Basta questo per espiare la colpa di un omicidio? Noi come dicevamo non abbiamo risposte, ma permetteteci di aver qualche dubbio.

F.B.