Diciannovenne

(Websource/Mirror)

La scomparsa di Jack Dinan, diciannovenne di Ennis (Irlanda), ha commosso l’intera comunità in cui viveva. Il ragazzo era uscito di casa portando con se il fucile da caccia (nulla di sospetto visto che amava andare a cacciare sin da quando era piccolo), ma invece di tornare con in mano una preda non ha fatto più ritorno. Per sei interminabili giorni la famiglia, aiutata da amici e volenterosi, lo ha cercato nei boschi antistanti la sua abitazione, poi ieri è stato ritrovato: Jack, però, si era sparato un colpo di fucile alla testa ed è morto il giorno stesso che è uscito di casa.

Ad acuire il pathos di questa vicenda c’è la notizia della recente paternità del ragazzo: la sua fidanzato Shanara ha appena dato alla luce al loro bambino che, adesso, crescerà senza un padre. Durante i funerali, tenutisi in forma pubblica alla St Joseph’s Church, a prendere parola è stata la sorella di Jack, Jade, la quale ha voluto condividere il proprio dolore: “Il dolore di un suicidio è qualcosa che io non auguro a nessun’altra famiglia”, il secco commento alla decisione sofferta del fratello viene intramezzato dall’accenno alla nascita del nipote (chiamato non a caso Jack): “E’ nato il 7 novembre e noi siamo davvero molto grati del dono che Jack si è lasciato dietro”.

L’accostamento tra le due vicende non è casuale ma vuole essere uno sprone per la famiglia tutta ad accogliere il nuovo arrivato e dedicargli tutta l’attenzione e l’amore che merita: “La mia famiglia ha vissuto una tragica perdita quando Jack ha deciso di suicidarsi, ma dove una vita è terminata un’altra ha avuto inizio. Il bambino ci ricorderà sempre Jack e questo renderà meno difficile da sopportare il dolore”. La ragazza ha sfruttato l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alle ricerche e per invitare chi se lo sentisse a devolvere una cifra simbolica all’associazione ‘Pieta House’ che si occupa delle persone che vivono periodi di depressione e le aiuta a superarli.

F.S.