Pia Klemp, comandante della nave Sea Watch prima di Carola Rackete, doveva essere premiata per il suo impegno umanitario. Ma ha rimandato indietro l’invito.

Pia Klemp, come Carola Rackete, è stata capitana della Sea Watch 3 e nel Mediterraneo ha salvato centinaia di vite. Ma non si sente un’eroina, anche adesso che ha dovuto abbandonare il timone. E per questo ha deciso di rinunciare ad una importante onorificenza che la Città di Parigi aveva già deciso di attribuirle.

Tutto è cominciato il 12 luglio scorso. L’amministrazione parigina, con il sindaco Anne Hidalgo in testa, ha stabilito di assegnare un riconoscimento ai due capitani della Sea Watch 3 . Una medaglia onoraria per riconoscere i loro sforzi nel salvare i migranti nel Mediterraneo. Ma anche una risposta indiretta alla politica applicata dall’Italia sui migranti negli ultimi 20 mesi.

Il ‘Grand Vermeil’, massima onorificenza che Parigi possa assegnare, sarebbe andato a Pia Klemp e Carola Rackete durante una cerimonia pubblica. Per rappresentare “la solidarietà e l’impegno di Parigi nel rispetto dei diritti umani”. Un invito che però Pia adesso ha rispedito al mittente, rifiutando ufficialmente di ritirare il premio.

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Pia Klemp spiega perché non vuole il premio dalla Francia

La spiegazione è arrivata con una lettera aperta, indirizzata alla sindaca di Parigi ma in fondo anche al governo Macron. “Mi volete dare una medaglia – ha scritto Pia – per delle azioni che contrastate all’interno delle vostre mura. Sono sicuro che non vi sorprenderete se la rifiuto”.

Il motivo è semplice: “La vostra polizia ruba le coperte delle persone costrette a vivere per strada. Voi reprimete delle manifestazioni e criminalizzate delle persone che difendono i diritti dei migranti e dei richiedenti asilo. Volete darmi una medaglia per delle azioni che voi stessa combattete all’interno dei vostre stesse mura. Sono sicura che non sarete sorpresa nel vedermi rifiutare la vostra medaglia”.

E poi conclude così: “Non abbiamo bisogno di medaglie. Non abbiamo bisogno di poteri che decidano chi è un ‘eroe’ e chi un ‘illegale’. In realtà, non ha alcun senso farlo, perché siamo tutti eguali. Ciò di cui abbiamo bisogno, sono libertà e diritti. É tempo di denunciare le onorificenze ipocrite e di riempire il vuoto con la giustizia sociale”.

Ma chi è Pia Klemp? Trentasei anni, originaria di Bonn, dopo gli studi in biologia ha cominciato il suo impegno come attivista. Per moti anni ha seguito progetti per la conservazione della fauna marina. Dal 2011 entra a far parte dell’organizzazione Sea Shepherd e qui ha preso il brevetto come capitano di nave. Nel 2017 poi ha abbandonato i progetti a tutela di natura e pesci per passare nelle operazioni di salvataggio e recupero dei migranti nel Mediterraneo.

Sempre dal 2017 è indagata nel nostro Paese e nel giugno scorso è stata formalizzata la richiesta di suo rinvio a giudizio con diversi capi d’accusa. Rischia fino a 20 anni di carcere.