Lutto nel calcio, Il saluto degli amici a Maurizio Mosca

È morto questa notte, all’ospedale S. Matteo di Pavia, Maurizio Mosca, noto giornalista sportivo. Aveva 69 anni. La notizia è stata dalla famiglia stessa del giornalista. Da tempo Mosca era malato, ma nonostante tutto aveva continuato a lavorare in tv, alla radio e sui giornali. Il suo ultimo articolo è stato pubblicato appena ieri mattina sul suo blog – che teneva sul sito di Sport Mediaset – ed aveva il titolo :”Io sto con Balotelli“. Era incentrato sull’odissea tra l’allenatore dell’Inter Josè Mourinho. Forte il cordoglio di amici e colleghi, che hanno voluto ricordare commossi, un importante personaggio del giornalismo sportivo nazionale.

“Una persona umanamente di tutto rispetto, molto migliore di quello che poteva apparire nelle polemiche giornalistiche in cui aveva spesso assunto posizioni discutibili”: così Oliviero Beha ricorda, intervistato da ‘Rcd’, il collega Mosca: “Maurizio fa parte della mia storia personale e professionale, lo conoscevo da 40 anni. Provo dolore per la sua scomparsa e il modo in cui se n’è andato senza farlo pesare, il modo in cui negli ultimi anni, già malato, è rimasto sulla breccia di se stesso, gli rende giustizia”.

“È stato un compagno prezioso e fedele del Processo del lunedì. Era istintivo, ma sincero, scoppiettante e forte. Non aveva paura di dire la verità e lascia davvero un vuoto incolmabile: sarà difficile oggi che possa rinascere un altro Mosca”. Appena appresa la notizia, Aldo Biscardi, con voce molto provata ha ricordato all’Ansa ricorda l’amico e collega scomparso. “Non stava bene. Aveva avuto qualche anno fa un problema cardiaco – rammenta Biscardi – ed io mi ero collegato telefonicamente dal Processo con lui ricoverato in clinica. Poi sembrava avesse superato. Invece era malato. Oggi lo ricorderò in tv da Quelli che il calcio”.

“Ricorderemo a lungo e con nostalgia la figura di Maurizio Mosca. Vulcanico, solare, umanissimo, aveva scelto una chiave di comunicazione sorridente e popolare, d’ironia e soprattutto di autoironia, merce rara in Italia, e si era conquistato l’affetto e la simpatia anche del pubblico non sportivo». Questo il ricordo del noto giornalista sportivo da parte del portavoce del Pdl, Daniele Capezzone. “Rispetto a troppi protagonisti dello sport e del giornalismo sportivo che avevano ed hanno un approccio sacrale o guerriero – aggiunge Capezzone – Mosca ricordava a tutti che il calcio è, o dovrebbe essere, innanzitutto, un gioco. Merita un ricordo affettuoso e tanta gratitudine anche per questo”.