Thailandia, 1000 camicie rosse irrompono in Parlamento

Stamane almeno 1000 “camicie rosse”, sostenitori dell’ex premier in esilio Thaksin Shinawatra che chiedono le dimissioni dell’ attuale governo, hanno sfondato il cordone di sicurezza irrompendo nel Parlamento. I manifestanti, che presidiano la capitale da circa un mese, in particolare la zona turistica e commerciale, oltre a chiedere insistentemente le dimissioni del primo ministro Abhisit Vejjajiva, contestano alla commissione elettorale thailandese l’insabbiamento di un’inchiesta sulle frodi che avrebbero portato al potere il partito di governo.

I manifestanti hanno usato un camion per sfondare i cancelli di ingresso e, mentre i parlamentari si dileguavano da un’ uscita di sicurezza, un altro gruppo di dimostranti si è invece diretto verso il centro commerciale Imperial World, dove ha sede la tv People Channel, vicina alle “camicie rosse”, per impedirne la possibile chiusura su ordine dell’esecutivo.

Intanto si fanno sempre più insistenti le voci critiche contro il presidente, incapace di risolvere questa situazione che si protrae da settimane e di tenere sotto controllo i vertici militari, che sembrano remare contro il governo. Anupong Paojinda, capo dell’esercito, esclude “con fermezza” l’uso della forza per disperdere le “camicie rosse”. Fonti interne al Centre for the Administration of Peace and Order (Capo) riferiscono che “non vi sono al momento motivi per intervenire e disperdere i manifestanti”e personalità vicine al generale spiegano che un colpo di mano dei militari comporterebbe “la perdita di vite umane”, una ipotesi inammissibile perché “sono tutti thai”. Migliore ipotesi sarebbe, invece, secondo un portavoce dell’ esercito, cercare una via politica, compito primario del primo ministro Vejjajiva.

La situazione politica potrebbe arrecare, però, seri danni all’ economia del Paese che, nonostante la crisi internazionale, aveva fatto registrare una netta ripresa. Nelle ultime settimane gli investitori esteri hanno versato nel mercato finanziario thai oltre 1,6 miliardi di dollari, una quota dell’80% superiore allo scorso anno. Bangkok segna il terzo miglior dato di tutta l’Asia. Nel lungo periodo, tuttavia, la crisi politica rischia di ripercuotersi sull’economia, andando a colpire soprattutto gli investimenti diretti esteri di lungo periodo.

Luigi Ciamburro