Kowloon Walled City, il formicaio di Hong Kong che non c’è più


La città murata di Kowloon (Kowloon Walled City) era un insediamento urbano di Hong Kong decisamente particolare. Inizialmente forte militare cinese, è stato dagli anni ’50 del 1900 sotto il completo controllo delle Triadi cinesi, divenendo la capitale della prostituzione, del gioco d’azzardo e del traffico di droga di Hong Kong. Ciò che rendeva questo agglomerato urbano pressochè unico al mondo era che Kowloon Walled City aveva edifici così a ridosso l’uno all’altro che la luce solare non raggiungeva mai i livelli inferiori, costringendo a tenere le luci accese anche a mezzogiorno.

Kowloon Walled City ormai non esiste più: dopo numerosi tentativi fallimentari di abbatterla, è finalmente stata demolita nel 1993, dopo essere stata sfollata attraverso un processo di esplusione dei residenti che è durato oltre due anni.

L’origine della città murata di Kowloon risale all’anno 1000, quando la città era un avamposto commerciale per il traffico del sale. Se per i successivi 800 anni ha avuto solo qualche centinaio di residenti, nel 1947 Kowloon Walled City era abitata da circa 2000 persone, per lo più profughi di guerra che ben presto si dedicarono al traffico di droga e ad altre attività llegali, dato che la polizia cinese e britannica evitavano come la peste la zona.

Fino alla metà degli anni ’70 Kowloon Walled City era governata esclusivamente dalle Triadi cinesi, che tuttavia subirono un duro colpo dopo gli oltre 3500 raid della polizia che portarono al sequestro di oltre 2 tonnellate di droga e la cattura di oltre 2000 persone, tra le quali alcuni esponenti di rilievo della mafia cinese. La particolarità della città era il fatto che, nel corso degli anni, gli appartamenti si sono accumulati l’uno sull’altro, formando un vero e proprio muro perimetrale che circondava l’insediamento urbano. Aveva tra l’altro un’incredibile densità abitativa: nel 1987, si contavano oltre 33.000 residenti in uno spazio di 0,03 chilometri quadrati, circa 210 metri di lunghezza per 120 di larghezza.

La città era composta da edifici che non superano il 14° piano per via del vicino aeroporto Kai Tak, ed era percorsa da decine di vicoli larghi da uno a due metri, spesso luridi ed illuminati artificialmente da pericolosi impianti elettrici troppo vicini all’acqua stagnante delle pavimentazioni. Una scalinata percorreva tutti i piani sopraelevati in maniera tale che era possibile girare tutto il complesso senza mai toccare terra.

Poco prima della sua demolizione, si contavano più di 350 edifici, costruiti senza solide fondamenta e con servizi che definire scarsi è usare un eufemismo. La maggior parte degli appartamenti, circa il 60%, era di circa 23 metri quadrati, con tetti interamente ricoperti da antenne, serbatoi d’acqua e spazzatura.

L’incremento demografico di Kowloon Walled City è stato impressionante negli ultimi 50 anni: nel 1971 il censimento ufficiale stimava la popolazione a circa 10.000 residenti, aumentati a 14.000 nel 1981. Nel 1987 un altro censimento attestò la popolazione a più di 33.000 persone, raggiungendo una densità abitativa di 1.225.000 persone per km quadrato. Per fare un paragone Hong Kong, una delle città più popolose al mondo, ha una densità (dati 2009) di 6500 abitanti per km quadrato.

Kowloon Walled City è stata citata nella letteratura scritta e cinematografica:

– Nel libro di Robert Ludlum “The Bourne Supremacy”, Kowloon è una delle ambientazioni in cui Bourne si trova a combattere per sopravvivere.

– Nella triologia “Bridge” di William Gibson, Kowloon compare come simulazione nella realtà virtuale.

– Nel film del 1984 “Il lungo braccio della legge” Kowloon è il rifugio di una banda di gangster prima che vengano uccisi dalla polizia.

– Nel film “Bloodsport” (1988) con Jean-Claude Van Damme, Kowloon è la sede di un famoso combattimento clandestino.

– Un quartiere di Gotham City nel film “Batman Begins” del 2005 è stato ispirato a Kowloon per la sua rappresentazione.

Daniele Bagnoli