Caso Mills, sentenza della Cassazione: la reticenza dell’avvocato inglese favorì Berlusconi

David Mills

La Cassazione ha appena depositato le motivazioni con cui il 25 febbraio scorso è stato dichiarato prescritto il reato di corruzione in atti giudiziari nei confronti dell’avvocato inglese David Mills, al quale è stata però negata l’assoluzione. “Il fulcro della reticenza di Mills in ciascuna delle sue deposizioni -si legge nelle motivazioni- si incentra nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest (e non alla persona di Silvio Berlusconi) la proprietà delle società offshore, favorendo così lo stesso Berlusconi in quanto imputato in quei procedimenti”. Nella sentenza 1508 le sezioni unite penali della suprema Corte spiegano che l’avvocato inglese ha reso, nel corso dei processi Arces e All Iberian, delle deposizioni che hanno innegabilmente portato vantaggi al Presidente del Consiglio: Mills ha infatti taciuto la riconducibilità al premier del cosidetto comparto B del gruppo Fininvest. Il comparto B è formato da quelle società che, pur essendo controllate dalla stessa Fininvest, non dovevano apparire come componenti del gruppo per essere tenute fuori dal bilancio consolidato. Dunque, l’omissione da parte di Mills di questo collegamento è avvenuta poiché “si era reso necessario distanziare la persona di Silvio Berlusconi da tali società, al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione, consentendo anche il mantenimento della proprietà di ingenti profitti illecitamente conseguiti all’estero e la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Piersilvio Berlusconi”. La Cassazione ha inoltre precisato la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Milano il 27 ottobre scorso -con cui è stata confermata la condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione per Mills, accusato di corruzione in atti giudiziari per aver ricevuto 600 mila dollari in cambio di testimonianze reticenti- ha una “struttura razionale” sorretta da un “apparato argomentativo logico e coerente, esteso a tutti gli elementi offerti dal processo”.
La capogruppo del Pd in commissione giustizia della Camera Donatella Ferranti mostra soddisfazione per quanto affermato dalla Cassazione. “La sentenza odierna -commenta Ferranti- smentisce categoricamente le affrettate dichiarazioni di vittoria di Berlusconi. La motivazione della sentenza avvalora la correttezza di tutto il percorso giudiziario. Sarà adesso interessante vedere se e come il Tg1 di Minzolini informerà l’opinione pubblica sull’esito di questa vicenda processuale”.

Tatiana Della Carità