La Fiat promette di investire 20 miliardi in Italia, ma vuole un accordo preventivo con i sindacati.

La Fiat stanzierà 20 miliardi di euro in Italia.  La produzione nel nostro Paese dovrebbe raddoppiarsi, passando dalle attuali 650 mila, agli 1,4 milioni del 2014. La svolta nella strategia dell’azienda è stata confermata ieri durante l’incontro avuto da Marchionne (accompagnato dal neoeletto presidente John Elkann) con il Ministro dello Sviluppo Economico. Condizione necessaria, però, per gli investimenti è il raggiungimento di un preventivo accordo con i sindacati. Il primo nodo da sciogliere è quello di Pomigliano. Dove è previsto un investimento di 700 milioni di euro. Per ottenerlo, però, i sindacati dovranno accettare 3 turni di lavoro su 6 giorni lavorativi, 80 ore l’anno di straordinario, la riduzione della durata delle pause da 40 a 30 minuti e lo slittamento dello stop per la mensa a fine turno.

Mentre Fim, Uilm e Fismic hanno mostrato maggiori aperture, la Fiom ha avanzato forti critiche. «Ci sono diverse criticità – spiega Enzo Masini (Fiom) –. L’organizzazione della produzione su 18 turni coinvolge il sabato e parte della domenica, sia che si concluda la mattina o si inizi la sera, una situazione peggiore rispetto a quella della Polonia dove il week-end si lavorava solo con lo straordinario. Inoltre spostando la pausa a fine turno si dovrà lavorare per 7 ore e mezzo prima di fermarsi per mangiare, nonostante il contratto preveda una pausa dopo 6 ore e 30».

Nessuna apertura, invece, per Termini Imerese, dove è confermata la chiusura entro il 2011.
Marco Di Mico