Hubble, storia del telescopio che compie 20 anni

Oggi è il compleanno dell’ Hubble Space Telescope, uno degli strumenti più utili che la scienza e l’astronomia abbiano mai creato ed utilizzato nel corso della storia. Il 24 Aprile del 1990 veniva messo in orbita il telescopio spaziale che avrebbe inaugurato una nuova era nell’osservazione del cosmo. Grazie ad Hubble infatti sono state possibili scoperte sensazionali nell’astronomia e nella fisica.

La proposta di mandare un telescopio nello spazio era stata avanzata già diverse decadi prima dell’inizio della realizzazione di Hubble, nel lontano 1923. Ma solo negli anni ’70 la tecnologia e i fondi furono tali da poter intraprendere un’impresa di quella portata. Il primo lancio di Hubble venne fissato per il 1986, ma per via di problemi tecnici e di budget, senza contare il disastro dello shuttle Challenger, Hubble non raggiunse lo spazio prima del 1990.

Ma Hubble ha una storia che non è per nulla semplice, ad iniziare dalla sua realizzazione. Il disastro del Challenger rese impossibile mandare il telescopio in orbita, e lo strumento venne conservato in una stanza a prova di polvere e raffreddata con azoto liquido per circa 4 anni, con un costo mensile di 6 milioni di dollari. Dal costo totale iniziale di circa 400 milioni di dollari, si raggiunse la cifra stratosferica di oltre 2,5 miliardi, tra errori di progettazione, costruzione e mancato lancio nella data inizialmente programmata.

Finalmente, dopo il ripristino dei voli degli shuttle nel 1988, Hubble viene lanciato il 24 aprile 1990 a bordo del Discovery (missione STS-31). Ma dopo qualche settimana dalla messa in orbita, qualcuno iniziò a notare che le cose non tornavano: Hubble avrebbe dovuto restituire immagini ben più spettacolari e definite di quanto non facesse realmente.

Inizialmente esultanti per l’aver messo in orbita uno strumento di così estrema importanza per la scienza, gli astronomi si resero conto che lo specchio primario di Hubble, del diametro di 2,4 metri, era stato modellato commettendo errori che ne compromettevano la qualità delle immagini riprese. Anche se l’errore corrispondeva a soli 2,2 micrometri, uno specchio di quelle dimensioni non era in grado di fornire immagini perfettamente definite, annullando il vantaggio di avere uno strumento di tale potenza in orbita attorno alla Terra.

Per tre anni, prima della correzione del difetto allo specchio primario, Hubble continuò comunque a compiere osservazioni di oggetti relativamente vicini, eliminando le imperfezioni delle immagini tramite il digital processing. Ovviamente furono tre anni di prese in giro, vista la spesa di realizzazione del telescopio.

Ed immaginate quale sia stata la reazione del pubblico e della scienza quando al problema dello specchio si aggiunse quello dei giroscopi, che servivano a mantenere il corretto orientamento del telescopio verso un oggetto celeste ma che, ad uno ad uno, iniziarono a rompersi.

Fortunatamente nel 1993 tutto venne risolto, dopo un lavoro di dieci giorni portato a termine con successo dall’equipaggio dell’ Endeavour durante la missione STS-61. Da allora, Hubble non ha mai smesso di sorprendere. Ha restituito immagini incredibili, come la fotografia della Nebulosa della Tarantola (vedi foto).

Ecco alcune delle sue conquiste:

•Ha contribuito a mostrarci l’universo a miliardi di anni luce di distanza, come pochissimi osservatori terrestri moderni sono in grado di fare

•Ha analizzato per la prima volta una componente chimica dell’atmosfera di un pianeta extrasolare.

•Ha aiutato nel determinare il tasso di espansione dell’universo

•Ha aperto nuovi interrogativi sul cosmo, come la materia oscura o l’energia oscura

•Ha restituito immagini incredibilmente accurate di galassie ed oggetti distanti

•Ha ripreso l’impatto della cometa Shoemaker-Levy 9 su Giove nel 1994

•Ha scoperto il disco proto-planetario nella Nebulosa di Orione

•Ha contribuito alla scoperta di numerosi pianeti extrasolari

•Ha ripreso l’aurora su Saturno

Ovviamente quelli scritti sopra non furono gli unici problemi che il team di Hubble affrontò nel corso degli anni. Ma servirebbe un libro intero per raccontare la storia completa di questo straordinario esempio di ingegno umano. Di informazioni su Hubble ne potete trovare ovunque, basta cercare su Google o sul sito della NASA.

Speranzoso che il telescopio continui a compiere il suo dovere per qualche altro anno, auguro buon compleanno ad Hubble e a tutto il suo team.

Daniele Bagnoli