Crisi greca: Obama chiama la Merkel. Germania: sì condizionato agli aiuti

Borsa greca in forte rialzo oggi in attesa del via libera agli aiuti. Dopo una telefonata alla Cancelliera tedesca Angela Merkel, che fino a ieri aveva frenato sull’intervento economico europeo, del Presidente degli Stati Uniti Barak Obama, la Germania apre ad un sì condizionato agli aiuti, che dovrebbe concretizzarsi in un prestito a breve di oltre 8 miliardi. Il Presidente della Bce Trichet aspica che nelel attuali circostanze la germania decida rapidamente.”serve un forte senso dell’orientamento che ci guidi e ci faccia uscire da questi eventi turbolenti” ha detto.

Come per la Lehman Brothers, c’è in questo momento chi sta investendo miliardi di euro ( e di dollari) sulla catastrofe economica europea. La preoccupazione deve essere fondata al punto che questa notte la Cancelliera tedesca Angela Merkel, che fino a ieri aveva frenato sull’intervento economico europeo ha ricevuto una telefonata dal Presidente degli Stati Uniti Barak Obama.

Quello stesso Obama impegnato in una lotta contro lo strapotere di Wall Street che ha prodotto la crisi del 2008. Si discute anche del ruolo che in questa crisi stanno assumendo le agenzie internazionali di rating, come la Standard & Poors, che ieri ha declassato anche la Spagna, ma che negli anni passati aveva attribuito ai mutui subprime ed ai titoli spazzatura americani rating di grande affidabilità. In ogni caso l’Europa e le sue autorità continuano a discutere ai massimi livelli politici, monetari e finanziari.

La Germania si avvia verso un sì condizionato agli aiuti, che dovrebbe concretizzarsi in un prestito a breve di oltre 8 miliardi. Anche l’Italia ha già approntato un piano e in un prossimo Consiglio dei Ministri sarà varato un decreto per 5,5 miliardi.

Analoghi misure saranno prese dagli altri partner dell’Eurogruppo, ma si tratterebbe solo dell’inizio di un sostegno che potrebbe protrarsi per due–tre anni con la conseguente erogazione di prestiti per una cifra enorme e che alcuni esperti americani (interessati a soffiare sul fuoco dei guai europei) valutano in svariate centinaia di miliardi. Mente l’Europa discute le misure da adottare la situazione peggiora.

Le borse hanno grandi difficoltà, l’Euro si è indebolito e cominciano a manifestarsi ripensamenti sulla politica di allargamento della Zona Euro a Paesi che hanno politiche finanziarie così poco compatibili. Le autorità greche ieri hanno respinto la richiesta di un drastico piano di riduzione degli stipendi. La tensione sociale aumenta e con essa anche il pericolo che la situazione degeneri in scontri di piazza.

I greci sono consapevoli della situazione , ma non sembrano intenzionati a pagare di persona per le scelte sbagliate dei loro governanti. Preferiscono prendersela con la Germania che in queste ore viene ormai presentata all’opinione pubblica come la vera responsabile della crisi: E’ colpa dei tentennamenti della Merkel, se la situazione è precipitata a questo punto- dicono ad Atene – “E poi –rincara il vicepremier Theodoros Pangalos – i tedeschi sono sempre quelli che durante la guerra hanno messo a ferro e fuoco la Grecia svaligiando i forzieri della banca centrale di Atene”. “La Germania ci deve ancora restituire 70 miliardi di debiti di guerra, aggiunge il sindaco di Atene Nilitas Kaklamanis”. Questa la situazione alla vigilia di un primo maggio che si annuncia di fuoco con una grande manifestazione annunciata ad Atene che potrebbe dare sbocco a tutte le preoccupazioni e frustrazioni dei greci.

Confesercenti