Salvatore Mancuso confessa: “Noi paramilitari collaboravamo con Uribe”

Salvatore Mancuso

Salvatore Mancuso, capo supremo delle Autodefensas Unidas de Colombia (AUC) e una delle figure più sinistre di narcotrafficante e paramilitare colombiano, a capo di bande di sicari ai quali si attribuiscono almeno 5.000 omicidi, stretto alleato della ‘ndrangheta calabrese e dal 2008 estradato negli Stati Uniti, dichiara davanti alla Corte Suprema che appoggiò l’elezione di Álvaro Uribe.

“Fin dal 2001 cominciammo [noi capi paramilitari] a tenere riunioni nelle quali decidemmo di appoggiare Álvaro Uribe sia in forma attiva che passiva. Io personalmente ho ricevuto l’ordine di mobilitarmi in favore di Uribe dal mio capo di allora, Carlos Castaño Gil”. È questo il succo delle dichiarazioni rese da Salvatore Mancuso alla Corte Suprema colombiana in collegamento via satellite dagli Stati Uniti dove è recluso. Ammette così quello che Álvaro Uribe ha continuamente negato per anni: la sua organica collaborazione con i paramilitari di ultradestra autori di decine di migliaia di omicidi, che appoggiarono la sua elezioni e che furono in cambio beneficiati con ampie amnistie nello pseudo-processo di smobilitazione nel 2005.

Inoltre Salvatore Mancuso ha fatto importanti rivelazioni sul fronte internazionale: in reiterate occasioni l’esercito venezuelano avrebbe chiesto alle AUC di collaborare nell’organizzazione di un colpo di stato contro il presidente Hugo Chávez ma queste ultime (almeno quelle agli ordini di Mancuso), si sarebbero rifiutate. Trovano così conferma le denunce di Chávez (sempre ridicolizzate dai media internazionali) sul coinvolgimento dei paramilitari colombiani in molteplici piani per rovesciarlo.

La lista di delitti attribuita a Salvatore Mancuso, capo supremo delle Autodefensas Unidas de Colombia (AUC) dalla morte di Carlos Castaño nel 2004, è praticamente infinita. Nel Nord Santander fu lui ad ammazzare il candidato governatore Tirso Vélez e, in collaborazione con il DAS (i servizi colombiani), il difensore di diritti umani Iván Villamizar Luciani.

Mancuso si è già autoaccusato di almeno 300 omicidi, tra i quali la nipotina di 22 mesi di un sindacalista dell’Università di Cordoba. Inoltre è stato condannato in Colombia per vari massacri, tra i quali quelli di Mapiripán e El Aro, la Gabarra, el Salado. Solo in quest’ultimo furono trucidati più di 100 contadini inermi nella politica di terra bruciata che doveva liberare milioni di ettari di terre fertili dai piccoli produttori per consegnarli alle multinazionali neoliberali dell’agroindustria. In totale il “Bloque Catacumbo”, del quale Mancuso era a capo, è considerato responsabile di almeno 5.000 morti spesso, se non sempre, in intelligenza con apparati dello stato, potere politico ed economico nazionale e transnazionale. Smobilitato nell’ambito della legge d’amnistia voluta da Uribe fu solo successivamente arrestato ed estradato negli Stati Uniti.

Gennaro Carotenuto