Una violenta tempesta si abbatte su Saturno

Una tempesta di dimensioni ciclopiche si sta abbattendo nell’atmosfera di Saturno. E’ così vasta da poter essere avvistata dagli astronomi di tutto il mondo, astrofili amatoriali compresi. Grazie a Cassini però possiamo avere immagini mozzafiato di quella che è considerata una delle tempeste più imponenti del Sistema Solare.

“Eravamo così eccitati da avere riscontri da parte degli astrofili” dice Gordon Bjoraker, responsabile della missione Cassini che si occupa dell’analisi delle immagini ottenute tramite spettrografia infrarossa.

Le immagini mostrano una tempesta che solleva moltissima materia proveniente dagli strati più profondi dell’atmosfera, e che ricopre una superficie pari a circa 5 volte una delle più grandi tempeste mai registrate sulla Terra, la “Snowmageddon” che ha colpito l’area di Washington nel febbraio 2010.

Non è la prima tempesta registrata su Cassini: vengono spesso osservati tempeste di lampi nelle regioni vicine all’equatore di Saturno, in una zona chiamata “canale delle tempeste”.

Ma ottenere dati su queste tempeste è particolarmente complicato, dato che arrivano e se ne vanno nello spazio di settimane, tempo spesso non utile per posizionare la strumentazioni di Cassini, che necessita di una programmazione effettuata mesi prima delle osservazioni. Dato questo limite, la NASA si basa spesso su osservazioni di astrofili.

La NASA infatti invia ad intervalli regolari i dati sulle registrazioni radio e plasma, per indicare agli astrofili se siamo in un periodo favorevole alle tempeste su Saturno.

E proprio grazie a queste registrazioni tre astrofili, Anthony Wesley, Trevor Barry e Christopher Go, sono stati in grado di scattare qualche foto della tempesta basandosi sui dati pubblicati dalla NASA in febbraio.

Verso la fine di marzo infatti Wesley, che vive in Australia ed è stato il primo ad osservare l’impatto della cometa su Saturno avvenuto la scorsa estate, ha inviato agli scienziati della missione Cassini una e-mail con le immagini della tempesta.

“Volevo essere sicuro che quelle immagini fossero inviate al team di Cassini, in caso fossero di qualche interesse per l’osservazione diretta da parte di Cassini o Hubble” dice Wesley. Ed infatti queste immagini sono state estremamente utili per direzionare gli strumenti della NASA e scattare altre immagini della tempesta.

Le immagini e la spettrometria hanno mostrato un contenuto di fosfina superiore a quanto ci si aspettasse, suggerendo che questo gas, che abbonda negli strati bassi dell’atmosfera del gigante gassoso, fosse stato “estratto” dalle profondità di Saturno ed entrato nella troposfera.

“Queste tempeste sembrano essere alimentate da violenti cicloni più profondi, forse a 100-200 km più in basso, dove sono stati osservati lampi e le nuvole sono composte da acqua e ammoniaca” dice brigette Hesman, assistente scientifico della University of Maryland.

Daniele Bagnoli