La vicenda scajola: esce un testimone

Ancora problemi per Claudio Scajola.

Già smentito dalle tracce lasciate dagli 80 assegni circolari, messi a disposizione dal costruttore Diego Anemone per l’acquisto dell’immobile di via del Fugatale 2, salta fuori un testimone che peggiora la posizione del ministro per lo Sviluppo Economico; è l’ architetto Angelo Zampolini, l’uomo degli assegni per 900 mila euro.

Interrogato a Perugia la sera del 23 aprile dai PM che lo accusano dei reati di associazione a delinquere e riciclaggio, il professionista dichiara che dove venne firmato l’atto, ossia in un ufficio in via della Mercede a Roma, trovò il ministro Scajola, le sorelle Papa, il notaio Gianluca Napoleone e “alcuni funzionari di banca” .Tra i presenti, secondo Beatrice Papa, si trovava Luca Trentini, direttore di sportello della “Deutsche bank“, l’istituto dove Zampolini aveva provveduto a cambiare i 900 mila euro da contanti in assegni.

Fino ad ora Scajola si opponeva a quelle che lui definiva menzogne delle sorelle Beatrice e Barbara Papa(coloro che gli hanno venduto l’immobile) affermando di non essere a conoscenza degli ottanta assegni ne di esserne il portatore il giorno del rogito.

Allo stato attuale dei fatti sembra però strano come il ministro non si sia accorto, del versamento di 900 mila euro a suo beneficio e della presenza del direttore di sportello della “Deutsche” che non dovrebbe trovarsi lì visto che non è quella la banca con cui Scajola aveva acceso il mutuo per i 610 mila euro.

Luca Bagaglini