Laziogate, Storace condannato a 18 mesi di reclusione

Francesco Storace

Si è concluso oggi, davanti al tribunale monocratico di Roma, il processo per il cosidetto ‘Laziogate’. Oggetto del procedimento, durato tre anni, sono le interferenze al corretto svolgimento delle elezioni regionali del 2005: si tratta di incursione illecita nella banca dati del Comune di Roma e di attività di spionaggio realizzata a danno del movimento Alternativa Sociale, guidato da Alessandra Mussolini.
Il giudice Maria Bonaventura ha letto la sentenza questa mattina. Francesco Storace, all’epoca dei fatti governatore del Lazio, é stato condannato a 18 mesi di reclusione, mentre per il suo ex portavoce Niccolò Accame la condanna è di due anni. Condannati anche Mirko Maceri -ex direttore tecnico della società Laziomatica-, Nicola Santoro –figlio del magistrato della commissione elettorare della corte d’appello di Roma che ha escluso Alternativa Sociale dalla competizione elettorale-, l’avvocato Romolo Reboa, l’investigatore privato Pierpaolo Pasqua, Vincenzo Piso -ex vicepresidente del consiglio comunale- e Tiziana Perreca, allora collaboratrice dello staff di Storace. E’ stato invece assolto Daniele Caliciotti, ex dipendente di Laziomatica, per il quale il pubblico ministero aveva chiesto una condanna ad un anno di reclusione.
La pena è comunque sospesa per tutti i condannati, ai quali sono state inoltre concesse le attenuanti generiche.

Storace è accusato di concorso in accesso abusivo in un sistema informatico, poiché avrebbe istigato l’incursione illecita nella banca dati capitolina. L’intrusione stessa è materialmente attribuita a Santoro, Accame, Maceri e Caliciotti. All’ex portavoce di Storace e ai detective privati Pasqua e Gaspare Gallo -il quale ha già patteggiato la pena a dieci mesi- è inoltre attribuita l’interferenza illecita nella vita privata: i due investigatori si sono infatti introdotti, il 28 febbraio di cinque anni fa, negli uffici romani di Azione Sociale (che aderiva al cartello del movimento guidato dalla Mussolini) per girare filmati non autorizzati.
“E’ stata emessa una sentenza politica -commenta Bruno Naso, legale del leader de ‘La Destra’- proprio come temevamo che avvenisse. Adesso leggeremo le motivazioni e faremo appello”.
Alessandra Mussolini, piuttosto stizzita, dichiara che “la giustizia ha lavorato bene, peccato che Storace non si farà neanche un giorno di prigione”. “Mi avevano accusato di essermi inventata tutto -prosegue ancora la Mussolini- E’ stato uno scandalo a livello mondiale, si tratta di una grave violazione della libertà democratica. La sentenza di condanna è positiva, purtroppo però Storace non andrà in galera. Però è un monito affinché cose del genere non si ripetano più”.

Tatiana Della Carità