‘Odio’, il blog più di moda del momento sul web e su facebook

    Un esempio di post
    Un esempio di post

    E’ una moda passeggera del web 2.0. Durerà da Natale a Santo Stefano (o, più o meno, quanto sono durati i tormentoni inerenti Chuck Norris e quanto è durato il tormento ‘Nun t’aregge a…’), ma intanto sta facendo parecchio scalpore. Si tratta del blog di Gabriele Coletti: Odio. Titolo minimale, grafica minimale, contenuti minimali. Solo tante aree quadrate nere in cui l’autore del blog indica tutte le proprie – condivisibili – idiosincrasie. Un po’ con Edward Norton davanti allo specchio ne ‘La venticinquesima ora’. Un’idea molto semplice – ma fratttanto molto carina – che ha riscosso molto successo, tanto da ricevere menzioni sui giornali (non ultimo, il nostro) e da ricevere una folla di adesioni nel gruppo di facebook (ad ora gli scritti sono oltre 110.000).

    Questo è il link del blog, questo è il link del gruppo facebook. E uno spunto per riflettere tratto proprio da quest’ultimo: “Non è istigazione, è catarsi“. E’ effettivamente vero? La lettura del blog porta purificazione o contagio emotivo?