Roman Polanski accusato di una seconda violenza sessuale

“Ho deciso di rivelare il mio segreto perché Polanski vuole tornare in America e anche se sono passati molti anni è giusto che paghi per i crimini che ha commesso. Ho viaggiato negli Usa a mie spese per essere certa che sia finalmente fatta giustizia e che il signor Polanski abbia quello che si merita. Tutto quello che chiedo è giustizia.” Queste le dichiarazioni di Cahrlotte Lewis,attrice britannica di 42 anni, la quale ha letto in un comunicato stampa, tale confessione a discapito di Roman Polanski, noto regista che attualmente è agli arresti domiciliari in Svizzera ed in attesa dell’estradizione. Già accusato di stupro dopo anni dall’accaduto, per avere “assaltato sessualmente” una ragazzina di 13 anni durante una sessione di fotografie a casa di Jack Nicholson. Lo stupro avvenne nell’estate 1977 , dopo che Polanski invitò la giovane, per uno shooting nella villa californiana del Nicholson, promettendole una carriera da modella. Condotto l’8 agosto 1977 davanti al giudice di Santa Monica il regista ammise le sue responsabilità, ma il giorno prima che venisse emessa la sentenza, a inizio ‘78, scappò precipitosamente in Europa. La vittima, che oggi è una donna sposata e vive nelle Isole Hawaii, intervistata da Vanity Fair ha dichiarato di non serbare più rancore al regista, affermando «Ho una vita felice e altrettanto auguro a Polanski ». Fatto sta che dopo trentadue anni il caso si è riaperto ed ora il regista settantaduenne si trova agli arresti domiciliari. Certo, le ultime rivelazioni della Lewis, aggravano ulteriormente la sua posizione. Polanksi avrebbe abusato di lei, quando aveva appena 16 anni, dopo averla conosciuta e portata nel suo appartamento, usandole violenza. La Lewis, che sul grande schermo ha esordito proprio in un film di Polanski del 1986, Pirati, per poi lanciarsi nel mondo della moda come playmate di playboy e varie altri ruoli in film americani di poco conto, proprio  in questo periodo ha deciso di confessare l’abuso. Lei stessa ha aggiunto “Polanski sapeva che avevo soltanto 16 anni quando ci siamo incontrati e mi ha costretta ad avere contatti sessuali con lui nel suo appartamento parigino. Voglio soltanto che giustizia sia fatta». Gloria Alled, legale della Lewis e lo stesso, che pochi mesi fa aveva assistito la moglie di Tiger Woods, ha  pregato i giornalisti di non andare oltre i «termini impiegati» dalla presunta vittima, ovvero «contatti sessuali», definendo il comportamento di Polanski «una condotta sessuale predatoria». Ora è corretto che la giustizia faccia il suo corso ma a distanza di trent’anni, quanto senso ha punire un uomo che ormai ha  vissuto la sua vita in modo ampio e fortunato ? in questa causa, c’è più voglia di giustizia  o è maggiore la brama di notorietà  e  di un ipotetico risarcimento a sei cifre ?

Gioia Tagliente