Copidosoma floridanum, la più pericolosa vespa killer

Lunga solo 1 millimetro, la vespa Copidosoma floridanum difficilmente ha l’aria di una piaga devastante. Ma una volta insediatasi nel corpo di un bruco, può creare un’armata di larve divoratrici che si fanno spazio all’interno della vittima.

La battaglia della Copidosoma floridanum ha luogo all’interno di un bruco chiamato Trichoplusia ni, una piaga agricola che deposita uova sulla superficie dei cavoli. Una volta deposte le uova, queste sono vulnerabili agli attacchi della Copidosoma, che deporrà le sue all’interno di quelle del bruco.

Le uova della Copidosoma non sono per nulla semplici uova: infatti sono poliembrioniche, il che significa che un singolo embrione può clonarsi autonomamente, creando fino a 2000 esemplari di Copidosoma da un singolo uovo.

L’embrione di Copidosoma inizialmente non causa quasi nessun danno, o per lo meno nessun danno visibile, alle uova di bruco. Infatti l’ospite sembra essere soltanto infastidito dalla presenza dell’embrione di vespa, costruendo attorno ad esso una ciste, che però consente agli embrioni estranei di continuare a crescere e consente all’invasore di determinare lo stato della crescita delle larve di bruco, sincronizzandosi con esso.

A questo punto, sia il parassita che l’ospite iniziano a formare dei filamenti chiamati microvilli che si legano tra di loro. Questi filamenti servono generalmente per scambiare nutrienti, per cui la povera larva di bruco finirà con l’alimentare lo sgradito ospite.

Secondo Kikuo Iwabuchi della Tokyo University of Agricolture and Technology, l’embrione di vespa potrebbe emettere qualche segnale chimico che lo rende riconoscibile come “non nemico” nei confronti dell’organismo della larva di bruco.

Straordinario? Vero, ma questo è solo l’inizio dell’invasione. Il parasita infatti continua a crescere anche quando la larva di bruco è matura, ed inizia a formare la sua armata. Inizia infatti a clonare se stesso in individui non identici, suddivisi in “caste”, come le api in un alveare.

La casta più comune è quella dei vermi, che si nutrono del sangue del bruco e, se tutto va come si spera, emergono dal corpo per diventare vespe adulte. Sono chiamate larve riproduttive, e possono essercene fino a 1000 all’interno di un solo bruco.

La seconda casta è costituita dalle larve precoci. Si sviluppano prima delle larve riproduttive, e sembrano differenti, con corpi più sottili e mandibole più larghe. Non diventeranno mai adulte, e nemmeno si riprodurranno, perchè il solo scopo per il quale sono state generate è quello di combattere.

La Copidosoma infatti potrebbe trovare il corpo del bruco invaso da altri esemplari della sua specie, ed è in questo caso che intervengono le larve precoci: combattono la concorrenza, e se necessario vengono prodotte in numero maggiore nel caso il nemico risulti ostico da combattere o molto numeroso.

Questa guerra interna al bruco non avviene solo se due vespe distinte inseriscono le proprie uova all’interno dello stesso insetto, ma anche se due uova generate dalla stessa vespa si ritrovano a condividere lo stesso spazio. Danno luogo ad una vera e propria guerra civile; e la situazione diventa peggiore quando le larve di uno schieramento si accorgono che i nemici sono di sesso differente: inizieranno ad uccidere qualunque maschio incontrano, per favorire lo sviluppo delle larve femmina.

Daniele Bagnoli