Santoro come il generale Custer

Santoro non ha ancora firmato nessun accordo, ma è stanco di sentirsi un corpo estraneo all’interno della Rai, e soprattutto è stanco di andare in onda solo grazie alle sentenze della Magistratura. Il conduttore resterebbe, ma se qualcuno vuole che rimanga in Rai, allora glielo deve chiedere: <<Vogliono che rimanga? Me lo chiedano e resto in Rai, ma se pensate che Annozero non sia tipico del servizio pubblico, lasciatemi libero. Da fuori posso fare qualcosa in più rispetto a restare qui, assediato come Custer, con i nostri che ti sparano prima degli indiani>>. Nell’anteprima di Annozero, Santoro è un fiume in piena. Senza peli sulla lingua si toglie tutti i sassolini dalle scarpe.

“Gli unici ad avere sicuramente ragione sono i telespettatori che possono perfino insultarmi. Un programma come il nostro non crea un movimento politico ma una comunità. Per cui, quando il programma che noi preferiamo ci viene portato via, ecco che lo spettatore giustamente si incazza”. E ancora: “Otto anni ci fu l’editto bulgaro che non e’ stato mai rimosso. E sapete perché? Perché io e i miei collaboratori siamo rimasti praticamente fermi, congelati nella situazione di allora. E siamo tornati in onda solo per le sentenze della magistratura”… ”Nel frattempo  Annozero andava e realizzava grandissimi profitti. Mentre la Rai incassava questi profitti, i contratti venivano bloccati, le posizioni congelate, subivamo minacce di punizioni, si invocavano regole e regolamenti. Ora qualcuno scrive che sono stanco e provato da tutto questo. Ma non sono nello stanco né provato”. E poi, continuando, “Quale giornalista Rai, di Repubblica o del Corriere della Sera avrebbe messo in onda Patrizia D’Addario quando aveva sul tavolo una diffida dell’ufficio legale della Rai a dieci minuti dall’inizio del programma? Allora, quando Curzio Maltese scrive che Santoro si è arreso a Berlusconi, è grave perché io non mi sono mai arreso a nessuno nemmeno all’indifferenza del suo giornale, Repubblica, verso i problemi che riguardano la libertà del giornalista televisivo. Dove era Repubblica quando noi venivamo sanzionati dall’Authority in dispregio a quello che prevede la Costituzione sulla libertà di espressione? Dov’erano quando si abolivano i docudrama e si intraprendeva una battaglia contro il fatto che un genere che impera in tutta Europa in Italia diventava proibito?” E ancora: ”Scusate, direttore del Corriere della Sera, direttore di Repubblica, direttore della Stampa, rispondete a questa domanda: se non fossero uscite le intercettazioni dell’inchiesta di Trani e se fosse arrivata la sanzione di 90 milioni di euro che cosa avreste scritto? Che finalmente veniva cancellato Annozero, un programma indegno, magari una vera barbarie dal punto di vista del servizio pubblico”.

Insomma un vero Generale Custer che spara contro tutti.

Marco Di Mico