Yemen, rapiti due turisti statunitensi

La regione yemenita di Bani Mansur, 70 chilometri a ovest della capitale Sana’a, è stata teatro oggi del rapimento di quattro persone. Si tratta di due turisti statunitensi, marito e moglie, e della guida e dell’autista che li accompagnavano, entrambi yemeniti. Fonti della sicurezza locale dichiarano che il sequestro è stato effettuato da un commando di uomini armati appartenenti ad una tribù locale. Stando alle prime informazioni, il rapimento non sarebbe avvenuto per finalità politiche. I rapitori infatti hanno già messo sul tavolo le proprie condizioni: in cambio della liberazione degli ostaggi chiedono la liberazione di Hamoud Shaghna, un membro del loro clan attualmente detenuto nel carcere di Sana’a. La richiesta di riscatto è stata avanzata attraverso Ali al Arashi, l’autista che accompagnava i due turisti americani: l’uomo ha comunicato telefonicamente all’agenzia France Presse la proposta e ha assicurato che i rapitori stanno trattando bene gli ostaggi.

Nello Yemen le tribù locali spesso ricorrono al rapimento degli stranieri per ottenere concessioni dal governo centrale, ma è raro che questi episodi si concludano tragicamente. Sono circa 200 gli stranieri sequestrati dai clan yemeniti nell’ultimo decennio e quasi tutti sono stati rilasciati incolumi.

Tatiana Della Carità