Opel, marchio in continua ascesa. Dopo Astra e Meriva, ecco la nuova Calibra nel 2013

    La storica azienda automobilistica Opel nell’ultimo anno è passata dal baratro, dal quasi fallimento all’essere oggi il marchio che più sta investendo nella tecnologia e nel design dei propri veicoli.

    In realtà la casa automobilistica tedesca stava rischiando di sparire non per suoi demeriti ma per colpa della sua controllante General Motors. La GM infatti con la crisi mondiale aveva accumulato un deficit mostruoso tanto da diventare un “buco nero” per tutti i marchi da essa controllati.

    Tra i marchi gestiti dall’americana GM com’è noto c’è la Opel, che pur essendo un’azienda solida, capace di sfornare auto eccellenti per meccanica ed affidabilità, essendo appunto sotto il controllo degli americani, cattivi amministratori, è stata per molti mesi nel 2009 a rischio di vendita e addirittura di dismissione.

    Sarebbe stato un errore madornale tenendo conto dell’enorme storia e tradizione del marchio di Rüsselsheim. La General Motors l’ha capito in tempo e dopo aver messo per molti mesi l ’Opel in vendita ha deciso di tenersela ben stretta, liberandosi di altri marchi che invece non avevano lo stesso potenziale come ad esempio: Hummer e Saturn.

    La General Motors ha capito che la Opel era un “bocconcino” troppo appetitoso da lasciarsi sfuggire e da vendere ai rivali delle altre case automobilistiche, in primis la Fiat che dopo l’affare Chrysler stava per mettere le mani anche sul marchio “del fulmine” e solo per poco non c’è riuscita con grande rammarico della famiglia Agnelli.

    Marchionne infatti aveva visto lungo nel cercare di acquisire Opel, perché il marchio tedesco ha una tecnologia all’avanguardia e stabilimenti di ultimissima generazione. Inglobare l’Opel avrebbe garantito a Fiat di diventare uno dei marchi più potenti del mondo e avrebbe dato la possibilità di produrre milioni di automobili in più, che sono necessarie per la sopravvivenza futura.

    Ma Gm accortasi che una volta venduta l’ Opel avrebbe dovuto rinunciare all’incredibile patrimonio tecnologico e di know-how posseduto dal marchio tedesco, ha fatto immediato dietro front bloccando la trattativa messa in piedi con Marchionne.

    Col senno di poi è stata una mossa vincente, perché in meno di due anni il marchio Opel è venuto fuori dalla crisi in maniera sorprendente e soprattutto attuando una politica vincente. L’intera gamma è stata rinnovata a tempi di record.

    Tanti nuovi modelli che ne hanno “svecchiato” l’immagine. Il marchio di Rüsselsheim in brevissimo tempo ha messo sul mercato la nuova Opel Corsa che insieme alla Ford Fiesta è l’auto del segmento b più venduta d’Europa!

    Inoltre è arrivata la nuova ammiraglia della casa tedesca: Opel Insignia, nelle due varianti berlina e station wagon. Il rinnovamento è proseguito con la nuova Opel Agila ma soprattutto con la nuova Opel Astra che sta demolendo ogni record di vendite a pochi mesi dal suo esordio.

    Sono già quasi pronte le due varianti dell’Astra: la sportiva GTC e la station wagon che in Italia negli anni passati ha fatto un grandissimo successo, risultando la familiare più venduta insieme alla Ford Focus.

    Ma non finisce qui! L’Opel ha messo sul mercato anche la nuova Meriva il monovolume compatto che ha una “golosa” novità, quella dell’apertura delle portiere “controvento” denominate FlexDoors.

    Entro un paio d’anni ci sono già nel taccuino pronte la nuova Opel Zafira il monovolume a 7 posti e il restayling dell’Antara, il Suv cugino della Chevrolet Captiva.

    Ma a sottolineare l’incredibile sforzo che sta mettendo in atto il marchio “del fulmine” è la notizia che Opel avrebbe avviato lo sviluppo della nuova Calibra, attesa entro il 2013 e derivata nell’aspetto stilistico dalla GTC Concept.

    La coupè sportiva potrà contare su quattro posti veri grazie ad un’abitabilità sopra la media. La tecnologia e l’elettronica utilizzate saranno quelle già introdotte sull’Insignia.

    Come le più recenti vetture del gruppo General Motors , anche la Calibra verrà declinata in versioni differenti per il mercato di riferimento. “Abbiamo la necessità di condividere costi e rischi progettuali con Buick, Chevrolet e Saab”, ha confidato un dipendente GM interpellato dal magazine Car. “Inizieremo a generare utili solo producendone almeno 30.000 esemplari annui”.

    Insomma, Opel sta dimostrando a tutte le altre concorrenti che è possibile uscire dalla crisi solo grazie al continuo rinnovamento della gamma delle proprie auto, aggiornandole sia nella meccanica che nell’estetica.

    I risultati delle vendite mondiali gli stanno dando ragione, niente male per un marchio che era stato considerato un po’ da tutti alla deriva.

    Fabio Porretta