Università americane confermano: videogames migliorano il cervello

    Chi dice che giocare ai videogames non sia utile? Secondo uno studio presentato alla New York University lo scorso giovedì, i videogiochi violenti e d’ azione, come Call of Duty e Medal of Honor, sono in grado di migliorare le percezioni visive ed altri meccanismi cerebrali.

    “Le persone che giocano a questi videogames veloci hanno una visuale migliore ed un’attenzione superiore” afferma Daphne Bavelier, professoressa del dipartimento di scienza cognitiva della University of Rochester. Bavelier è stata anche una delle presentatrici di “Games for Learning”, un simposio sugli utilizzi educativi dei videogames.

    L’ evento, il primo mai realizzato sull’argomento, è stata un’indicazione di come i giochi elettronici stiano acquisendo legittimità come strumenti educativi. Un esempio può essere il recente intervento di Barack Obama per incentivare la creazione di software educativi, vista come “una delle grandi sfide dell’ innovazione americana”.

    “Le persone imparano dai giochi” dice Dexter Fletcher, dell’ Institute for Defense Analyses. Uno degli esempi è quello di uno studio dell’aviazione israeliana che sembra riportare come i piloti che giocano ad un videogame, Space Fortress, abbiamo un ranking migliore di quelli che non hanno mai fatto una partita.

    A questo si aggiunge una ricerca di Sigmund Tobias, della New York state University, che dimostra come gli studenti abituati a giocare a “videogames sociali” siano più portati alla cooperazione rispetto ad altri, anche nella vita reale, ad esempio intervenendo più spesso in caso di bullismo o di molestie verso compagni.

    La ricerca di Bavelier si è però concentrata sui giochi d’azione in prima persona, come Unreal Tournament e Medal of Honor. La ricercatrice sostiene che giocare a questo genere di videogames, dove si uccide o si viene uccisi, può aumentare la visione periferica e l’abilità di percepire oggetti al tramonto o in condizioni di scarsa luminosità. Ed afferma anche che questi giochi possano essere addirittura utilizzati per trattare lo strabismo.

    Gli effetti sul cervello invece andrebbero dall’ aumento delle capacità matematiche fino al miglioramento del ragionamento logico. “Stiamo testando l’ipotesi che quando si gioca ad un videogame d’azione, quello che si impara a fare è allocare al meglio le proprie risorse” dice Bavelier. “In un certo senso, si impara ad imparare…si diventa davvero bravi ad adattarsi a qualsiasi cosa venga richiesto di fare”.

    E continua: “Attraverso l’intrattenimento, questi giochi migliorano la memoria, la coordinazione occhio-mano, l’abilità di rilevare piccole attività sullo schermo e di interagire con esse”.

    Non tutti sembrano essere d’accordo, come è normale. Gavin McKiernan, direttore del gruppo Parent Television Council, una vera potenza nel definire quale contenuto sia adatto o meno ai giovani, sostiene che ogni possibile effetto positivo di questi videogiochi sia superato ed annullato dalla violenza della quale sono intrisi.

    “Non si sta semplicemente guardando Scarface che uccide persone” afferma McKiernan: “Si sta partecipando. Fare queste cose ripetutamente ha un effetto”.

    Ma Bavelier ritiene che questi giochi d’azione possano essere modificati per risultare meno violenti. “Come è noto, la maggior parte delle donne odia questi giochi d’azione. Ma non si deve necessariamente sparare: si può usare, ad esempio, una principessa che con la sua bacchetta magica tocca qualcosa e la trasforma in farfalle”.

    Mi chiedo quanto possa piacere un gioco del genere, e se possa avere anche solo una minima presa sul mondo videoludico…

    Daniele Bagnoli