E’ morto a 93 anni il grande Baritono Giuseppe Taddei

  E’ morto ieri a 93 anni, nella sua casa romana, il baritono genovese Giuseppe Taddei. La sua è stata una carriera incredibile, costellata da una serie di successi ininterrotti. In oltre 50 anni di carriera ha solcato i più importanti teatri del mondo, cantando le opere di Mozart, Verdi e Puccini. Nato a due passi dalla casa di Nicolò Paganini, viene avviato agli studi musicali nella città di Genova. Dopo pochi anni debutta all’Opera di Roma come Araldo nel “Lohengrin”. L’avvento della seconda Guerra Mondiale interrompe la sua carriera: viene mandato nei Balcani ma, dopo la costituzione della Repubblica di Salò (a cui non aderisce), lui e la sua guarnigione vengono trasferiti in un campo di concentramento. Qui inizia il periodo più difficile della sua vita (fame, freddo, stenti) ma, nella disgrazia, ha un piccolo colpo di fortuna: alcuni tedeschi lo ascoltano mentre “allieta” con il canto i suoi compagni di baracca e questa sua “apprezzata” dote gli permette di sopravvivere “dignitosamente” all’interno del Lager. Terminato il conflitto entra nella squadra degli artisti che lo “Special Service” americano utilizza al fine di organizzare spettacoli per le truppe alleate. In questo modo arriva a Salisburgo e conosce Von Karajan, che lo prende subito a lavorare con lui e con il quale inizia una lunga e proficua collaborazione. E’ l’inizio della sua carriera internazionale, che lo porterà ad affermarsi come indiscusso talento del melodramma e che lo condurrà nei teatri più importanti del mondo: da “La Scala” allo “Staatsoper” al “Metropolitan”. Lavorerà con tutti i più grandi cantanti e direttori d’orchestra, da Serafin a Karajan, fino a Zubin Mehta e Claudio Abbado, con il quale eseguirà a Vienna nel 1991 un memorabile “Simon Boccanegra” di Giuseppe Verdi, alla veneranda età di 75 anni. Ancora oggi è ricordato come uno degli artisti lirici più amati del secolo appena trascorso.

Paolo Battisti