Caro benzina, ennesimo aumento

 Dopo una breve pausa di qualche giorno il prezzo della benzina ha ripreso a salire, come spesso accade quando ci sono giorni di festa (in questo caso il 2 giugno). Agip ha deciso il rialzo lo scorso martedì e, ieri, quasi tutte le compagnie si sono “adeguate” all’aumento: vicino a 1,4 euro per litro la benzina e circa 1,25 euro il gasolio. L’abituale rilevazione di “Staffetta Quotidiana” (quotidiano nazionale che tra le altre fornisce informazioni e statistiche su consumi, risparmi energetici, gas, elettricità ed altre fonti di energia, prezzi di benzina, gasolio ed altri carburanti), indica che a muovere i listini sono stati Esso, Q8, Shell e Total. Secondo un calcolo di Adusbef e Federconsumatori, sulla benzina grava un costo “extra” di 7-8 centesimi al litro, che tra costi diretti e indiretti pesa sulle tasche dei cittadini per circa 176 euro l’anno. «E’ la solita storia che denunciamo da tanto tempo», spiega Elio Lannutti, presidente dell’associazione di difesa dei consumatori Adusbef. Secondo lo stesso Lannutti i continui rincari sono dovuti ad una rete di approvvigionamento ormai obsoleta ed a una presenza troppo massiccia di pompe erogatrici, che, comunque, non giustificano gli aumenti costanti del prezzo della benzina. Non tarda a farsi sentire la risposta di Pasquale De Vita, il presidente dell’Unione Petrolifera: «Le associazioni di consumatori sparano una bomba carta al giorno, vogliono dimostrare di essere ancora vive: non dobbiamo andare dietro alle loro proposte». L’unione dei petrolieri ha poi sottolineato come «i prezzi italiani abbiano mostrato andamenti assolutamente coerenti con l’evoluzione dei mercati internazionali dei prodotti raffinati». E’ vero infatti che il prezzo del carburante aumenta in tutti i paesi europei, ma è comunque da sottolineare che il costo del barile è attestato intorno ai 73 dollari e, quindi, i prezzi continuano a sembrare incongruenti.

Paolo Battisti