Sfrattata la signora che irritava Bossi sventolando il tricolore

 «Il tricolore, lo metta al cesso signora!». L’invito esplicito, il 16 settembre del 1997, glielo formulò Umberto Bossi in persona. La bandiera tricolore che negli ultimi dodici anni, nel mese di settembre (davanti al palco del raduno annuale della Lega) ha sempre sventolato a Venezia dal balcone di Riva Sette Martiri, quest’anno potrebbe non esserci più. Lucia Massarotto che la esponeva sfidando anche le ire del Senatur, ha annunciato che sarà costretta a trasferirsi. Il padrone di casa ha aumentato l’affitto – da 600 a 900 euro ha detto la signora al Corriere del Veneto – e lei ha uno stipendio part-time che non le permette di affrontare ulteriori spese. Il contratto d’affitto scade il 30 luglio e, nel frattempo, Lucia Massarotto ha presentato domanda presso il Comune di Venezia per l’assegnazione di un alloggio popolare. Ad ogni raduno, la signora ha collezionato gli insulti del popolo padano e riscosso la solidarietà di chi ama il simbolo nazionale. In seguito a minacce, la casa tempo fa era stata pattugliata dalle forze dell’ordine. Con la signora Lucia in quell’abitazione di Riva Sette Martiri abitano i due figli Mattia e Tommaso di 21 e 15 anni. «Siamo una famiglia molto unita — dice — parliamo molto. Se la pensano come me? Il più grande mi ha sempre dato una mano ad appendere il tricolore alla finestra. E’ più forte di me e la bandiera, il giorno della festa leghista, bisogna fissarla bene».

Paolo Battisti