Napoli, concorsi pubblici truccati: prove superate dai “figli di” e boom di ricorsi

Avete presente l’ ormai mitico ed epico concorsone per diventare impiegato comunale a Napoli, al quale hanno partecipato e stanno partecipando anche molti giovani dell’Alto Casertano? Ebbene già ne parla, come al solito, tutta l’Italia! Si è visto di tutto all’interno dell’Aula che sarebbe dovuta rimanere inaccessibile agli estranei, ed invece…

Che ci fanno dipendenti comunali al concorso per dipendenti comunali? Che ci fanno gli agenti della Polizia Municipale alla prova per diventare semplici impiegati comunali? Vincendo il concorso avrebbero una promozione? No, anzi farebbero un passo indietro in termini economici e professionali.IL paradosso è palese: ai test si presentano anche coloro che hanno un posto migliore di quello che otterrebbero se risultassero vincitori del concorso. E allora perché partecipano alle prove per la selezione dei candidati e siedono al loro fianco?Le ipotesi al riguardo sono suggestive. È un fatto, invece, che tra coloro che hanno superato la prima selezione ci sono i figli di quei tenenti capi-sezione della Polizia Municipale che sperano di ottenere la tanto discussa promozione in base ad una delibera approvata di recente dal Comune, ma anche parenti di consiglieri comunali e figli di sindacalisti che hanno sottoscritto l’accordo che ha sancito proprio la nascita del concorso comunale. La presenza di dipendenti comunali e vigili urbani (fino a qualche giorno fa liberi di sedersi accanto a chi volevano visto che i posti non erano assegnati) tra i candidati, è solo una delle segnalazioni sulle prove alla Mostra d’Oltremare che hanno già fatto scattare numerosi ricorsi e denunce alla Procura della Repubblica. Uno di questi esposti, firmato da un sindacalista che grava nell’orbita comunale, racconta per filo e per segno l’esperienza dei candidati.Si va dalla matita “indelebile” il cui tratto, in realtà, può essere cancellato facilmente con una semplice gomma all’invio di sms dai cellulari da parte di candidati muniti di auricolari nascosti solo in parte dai capelli. Al termine della prova, poi, si nota la mancata apposizione del codice a barre sull’elaborato di risposta (che deve corrispondere a quello posto sulla scheda anagrafica), tra l’altro inserito in una busta di carta che può essere aperta e chiusa più volte senza che risulti danneggiata. Infine, una considerazione: se nella manovra finanziaria del Governo in via di approvazione ma già resa nota prima del concorso comunale è previsto il blocco delle assunzioni nel settore pubblico e del turn over dei dipendenti, come mai il concorso s’è fatto lo stesso? Intanto, il Comune ha incassato 15 euro di tassa d’iscrizione per ciascuno dei 130mila candidati, ovvero quasi 2 milioni di euro.

Alessandro Migliaccio – Caiazzorinasce.net