Stati Uniti-Vietnam, la guerra infinita

La guerra del Vietnam, nonostante siano passati più di tre decenni dalla fine, continua a far parlare di se e soprattutto a mietere vittime. Il governo vietnamita in un nota ufficiale ha calcolato in 300 milioni di dollari la somma minima (ce chi dice che dovrebbe essere almeno il doppio, se non addirittura il triplo) che gli americani dovrebbero versare per gli ingenti danni ambientali causati dall’esercito statunitense. Durante quella guerra infatti i militari americani usarono una moltitudine di sostanze chimiche, con lo scopo di distruggere più vegetazione possibile, per non dare modo così ai guerriglieri di rendersi irreperibili nascondendosi nelle fitte boscaglie. Nei primi 5 anni di guerra, sul Vietnam, Laos e Cambogia vennero utilizzati 45 milioni di Tcdd, il terribile erbicida chiamato “Agente Arancio” e, 30 milioni di litri di defolianti. Gli effetti dell’uso di questi diserbanti sono tuttora devastanti e non solo per i terreni, ma anche per gli esseri umani. Militari e civili, i loro figli e nipoti, ne subiscono tuttora le conseguenze. Tumori, aborti e altre numerose malattie sono ancora all’ordine del giorno. Da qualche tempo si è costituito un gruppo di dialogo Usa-Vietnam su questi temi, che ha confermato la richiesta di un risarcimento iniziale di 300 milioni di dollari, che serviranno per pulire il terreno ancora contaminato, per riparare i guasti provocati all’ecosistema e per erogare sussidi e risarcimenti a tutte quelle persone “vittime” degli “Agenti Arcobaleno”. La Croce Rossa ha calcolato che sono oltre tre milioni i vietnamiti che nel corso del tempo sono stati colpiti dagli effetti degli erbicidi.

Paolo Battisti