Africa, terra di conquista per droga, sfruttamento e illegalità

E’ stato da poco presentato dall’Onu (ai ministri dell’Interno e della Giustizia di tutto il mondo) il “Rapporto sul crimine organizzato transnazionale”, a cura di Unodoc, l’ufficio specializzato delle Nazioni Unite, diretto da un italiano, Antonio Maria Costa. Il resoconto è desolante e sconcertante. Ci sono intere Regioni del la Terra che non riescono più ad essere controllate dagli stati sovrani e sono appannaggio di organizzazioni criminali o terroristiche. L’Africa, il Paese più colpito da tale fenomeno, rischia il tracollo totale. Qui i problemi sono molteplici: si va dallo sfruttamento illegale delle risorse naturali a quello di esseri umani a scopo sessuale, al traffico di migranti, fino al contrabbando di specie selvatiche. Senza contare poi che alcuni Paesi (in primis la Cina e poi l’India) approfittano della scarsa accuratezza dei controlli per inondare il mercato africano di merci contraffatte. E questa cosa diventa ancora più grave quando ad essere “taroccati” sono i medicinali, dato che nella maggior parte dei casi, dopo l’assunzione, peggiorano lo stato di salute delle persone. E’ stato accertato, per esempio, che in sette stati africani venivano distribuiti prodotti medicinali contro la malaria contraffati e quindi assolutamente inefficaci per combattere quella terribile malattia (che si sta ricominciando a diffondere a ritmi sostenuti). I Paesi europei sono molto più organizzati e i controlli sono ferrei, ma per quanto riguarda i paesi del Terzo Mondo il mercato dei farmaci non idonei sta diventando un flagello di proporzioni incalcolabili. Anche il mercato della droga (il business dei business) non risparmia il territorio africano, che è diventato “terra di passaggio” di sostanze stupefacenti verso l’Europa: è stato calcolato un flusso verso il nostro continente di 20 miliardi di dollari solo in eroina. E questo quadro generale purtroppo tende sempre più a peggiorare.

Paolo Battisti