I semafori più pazzi del mondo

Il semaforo è forse una delle invenzioni più odiate e bistrattate di sempre, ma estremamente utile per regolare il traffico cittadino che altrimenti cadrebbe nell’anarchia più totale.

La storia dei semafori ha radici molto antiche: il primo in assoluto, ma che non può essere considerato un vero e proprio semaforo, fu un palo dotato di lampadine risalente ad inizio secolo a Cleveland, in Usa, per regolare uno degli incroci più congestionati della città.

Il primo vero semaforo tout court, a tutti gli effetti, era invece dotato solamente di luce verde e rossa.

Per il giallo si dovrà aspettare il 1920 quando a New York verrà realizzato il primo semaforo completo così come lo conosciamo oggi.

Invece in Europa il primo semaforo per gli automobilisti debuttò a Parigi, per regolarizzare il flusso del traffico che sotto le Champ Elisee era divenuto ingovernabile. Successivamente negli anni 60 arrivò la prima lanterna semaforica pensata per i pedoni, questa volta in Germania e più precisamente a Berlino.

Mentre, incredibile a credersi, l’Isola di Malta è l’unico paese al mondo sprovvisto di semafori. Facciamo fatica a capire come gli automobilisti maltesi riescano ad attraversare sani e salvi gli incroci. Faranno a “pari e dispari” per decidere chi attraverserà per primo?

Comunque di solito stare davanti al semaforo, per l’automobilista ma anche per il pedone, è una bella scocciatura, soprattutto per chi ha una certa fretta ed è in ritardo per la destinazione che deve raggiungere.

Starsene lì davanti col naso all’insù a fissare quell’aggeggio infernale che non si decide mai a far uscire il tanto sospirato verde, ci rende davvero nervosi e particolarmente insofferenti.

Per chi si annoia ad aspettare il verde, sono stati inventati dei semafori particolarmente divertenti con disegni ironici e forme strambe.

Proprio per rendere l’attesa più leggera, in alcune parti del mondo sono stati posti, nel bel mezzo di strade cittadine, dei semafori alternativi con lo scopo di infondere allegria a chi li osserva.

Eccone alcuni esempi e buona visione a tutti.

Fabio Porretta