India, ucciso un ragazzo dai paramilitari: il Kashmir si prepara ad un’ estate di violenza

Ieri nel corso di una protesta popolare, la polizia indiana di stanza in Kashmir ha aperto il fuoco contro i dimostranti. E’ accaduto a Sopore, città situata a 50 chilometri dalla capitale Srinagar, in prossimità della LoC (Line of Control), il confine tra il Kashmir amministrato dall’ India e quello controllato dal Pakistan. Secondo la BBC, gli agenti avrebbero aperto il fuoco in risposta alla sassaiola innescata dai manifestanti, soprattutto giovani e giovanissimi, ferendone un numero imprecisato.

La dimostrazione di ieri mattina è stata indetta dai separatisti della All Party Hurriyat Conference (APHC), in reazione all’uccisione di sei civili nel corso di diversi scontri a fuoco avvenuti nel mese di giugno. I manifestanti, assieme ad alcuni rappresentanti di spicco del governo del Kashmir, criticano fortemente la polizia indiana per avere ‘il grilletto facile’ e per lasciarsi puntualmente alle spalle una scia di sangue, non necessariamente di ‘militanti’, dopo ogni operazione sul territorio. L’ultimo episodio nella notte di domenica, quando Bilal Ahmed di 22 anni è stato ucciso dai paramilitari della CRPF (Central Reserve Police Force) in una sparatoria durante un’altra protesta. In risposta a questo nuovo episodio, la APHC ha indetto uno sciopero generale e organizzato una marcia da Srinagar a Sopore. Per impedire il raggruppamento di molti manifestanti nella città di confine, la CRPF ha piazzato una serie di barricate lungo le strade. In seguito all’uccisione del giovane, il Ministro capo del Kashmir Omar Abdullah ha chiamato il Ministro dell’interno Chidambaram per protestare contro ”l’uso eccessivo di violenza” dei paramilitari contro i manifestanti.

AGGIORNAMENTO DELL’ ULTIMO MINUTO: ieri in serata il Times of India ha pubblicato la notizia dell’uccisione di due giovani sui 20 anni nel corso delle manifestazioni avvenute durante il giorno nell’area di Sopore. Stando alle prime informazioni, i paramilitari avrebbero sparato su una folla che stava lanciando sassi in segno di protesta. Ulteriore conferma dello stato di tensione cui riferiamo in questo articolo.

L’ estate del 2009 è stata una delle più sanguinose degli ultimi anni in Kashmir, tanto che si era più volte parlato di una ripresa dell’offensiva contro la presenza delle truppe indiane nella Valle. In apertura di 2010 il clima sembra lo stesso di un anno fa, a dimostrazione di come la situazione nel territorio conteso da India e Pakistan non sia affatto destinata a normalizzarsi!


Emanuele Confortin