Campionato del Mondo 2010, tutto pronto al Soccer City Stadium per la finale Olanda-Spagna. Mandela allo stadio

Kenako, dicono qui in Sudafrica. Si vede scritto a caratteri cubitali sui cartelloni cittadini dall’inizio della coppa del mondo, significa “è tempo”. Quello della finalissima Olanda-Spagna. Sfida forse a sorpresa, specie per la presenza degli oranje, di sicuro intrigante, tra due nazionali che praticano un calcio d’attacco e promettono spettacolo. E che non sono mai salite sul tetto del mondo, finora. Stasera una spezzerà l’incantesimo: sarà l’Olanda di Sneijder o la Spagna di Villa? Lo sapremo prestissimo. Intanto, la prima certezza è che le furie rosse avranno Pedro in attacco, perché Torres andrà in panchina.

CERIMONIA DI CHIUSURA — La serata di gloria del “pentolone” Soccer City Stadium di Johannesburg ci porterà sino al fischio iniziale di una sfida che terrà incollati al teleschermo 700 milioni di spettatori in tutto il mondo, ed è iniziata con lo show della cerimonia di chiusura: uno spettacolo unico, come è stato nel bene e nel male questo primo Mondiale del continente nero. Sugli spalti sono attesi tra gli altri il presidente del Sudafrica Zuma, la regina di Spagna, i principi d’Olanda, Desmond Tutu, Kofi Annan, e icone dello sport come Matthaus, Weah, Milla e il maiorchino Nadal. Ma il “colpaccio” sarebbe la presenza di Mandela, che farà di tutto per esserci.

CANNAVARO — Alle 20.15 Fabio Cannavaro, come capitano dell’Italia campione del mondo uscente, riconsegnerà virtualmente la coppa, che stasera, dopo il fischio finale dell’arbitro inglese Webb, sarà alzata da Van Bronckhorst o Casillas, i capitani di Olanda o Spagna. Tutti pronti, kenako.

LUCI BASSE, POI SHAKIRA — Alle 18.40 si abbassano le luci e l’atmosfera appare di colpo incantata. La gente, sugli spalti già gremiti dello stadio, poi d’improvviso scandisce ad alta voce il conto alla rovescia dell’inizio delle celebrazioni. Si parte. Canti, musica, apripista. Poi lei, Shakira. Con il suo waka waka, vitale e coinvolgente quanto il continente nero. Davanti a lei – sul terreno che ospiterà la partita – ballano tutti. Difficile restare fermi anche in tribuna.

ecco mandela — Lo spettacolo continua con giochi di luce, immagini di pallone e di Africa. Ritmi musicali, compositi, di ogni genere. Il tempo scorre veloce, verso la finale. Alle 19.10 appaiono le bandiere, di luce, di Olanda e Spagna. Fuochi, per un pubblico già caldo. Alle 19.15 il colpo di scena: arriva Nelson Mandela, trasportato, in macchina, al centro del campo. Si alzano e applaudono tutti, al Soccer City Stadium. Lui sorride e saluta. La sua presenza era in dubbio, e invece, colpo di teatro, eccolo là. Lascia il terreno di gioco con nelle orecchie il coro Madiba, Madiba, che arriva dagli spalti. Alle 19.30 si è concluso lo show. La parola ora passa al campo.

riscaldamento — Alle 19.45 entra in campo per il riscaldamento la Spagna, seguita a ruota dall’Olanda. All’applausometro vincono gli oranje.

Gazzetta.it