Crisi economica, vendite alimentari in calo: cambiano le abitudini degli italiani a tavola

La Cia, a commento dei dati Istat sulle vendite al dettaglio di maggio, evidenzia un calo tendenziale del 2 per cento. La caduta verticale dei prezzi sui campi non ha però contribuito alla ripresa degli acquisti.

I consumi alimentari ancora in discesa (meno 2 per cento a maggio scorso rispetto allo stesso periodo del 2009) e così anche il carrello della spesa continua a cambiare. Nei primi quattro mesi del 2010 si è registrato nei confronti del primo quadrimestre dell’anno passato un calo negli acquisti di pane (meno 4,1 per cento), di pasta (meno 2,3 per cento), di carne bovina (meno 2,5 per cento) e vino (meno 2,6 per cento); mentre sono cresciuti quelli dei prodotti trasformati (più 10,3 per cento), degli ortaggi (più 5,5 per cento), della frutta (più 3,6 per cento) e del latte fresco e dei formaggi (più 1,4 per cento). E’ quanto segnala la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai dati Istat sulle vendite al dettaglio nel mese di maggio.

La crisi economica, quindi, non solo ha ridotto le vendite alimentari, ma ha anche contribuito a modificare le abitudini a tavola degli italiani. Il consumatore -come si rileva anche in un’indagine dell’Ismea sulle tendenze agroalimentari- continua ad essere assai cauto negli acquisti e, viste le difficoltà, è costretto a rincorrere le promozioni e compra presso i canali più convenienti, come gli hard-discount. Si punta, quindi, al prezzo più basso e si cerca di evitare di spendere per il superfluo.

Sull’ aumento delle vendite di prodotti alimentari sembra, dunque, non aver influito il crollo (meno 13,4 per cento nel 2009 e meno 8 per cento nel primo quadrimestre del 2010) sui campi che ha, di fatto, frenato la corsa dei listini sugli scaffali, ma che, tuttavia, non ha favorito gli acquisti da parte delle famiglie, la cui spesa alimentare, in termini monetari, si è ridotta, sempre nei primi quattro mesi dell’anno in corso, del 3,6 per cento.

La Cia ricorda, anche sulla base dei dati Istat, che nel 2009 la spesa mensile per generi alimentari e bevande ha rappresentato, in media, il 18,9 per cento della spesa totale. La spesa per l’acquisto di carne si conferma la più alta tra le spese alimentari (105 euro al mese) e continua a rappresentare il 4,3 per cento della spesa totale. Il 10,4 per cento delle famiglie acquista generi alimentari presso gli hard-discount, percentuale in crescita tra le regioni del Centro (dal 9,8 al 10,5 per cento). Il supermercato si conferma il luogo di acquisto prevalente (70 per cento). Nel Mezzogiorno ben il 76,9 per cento delle famiglie continua ad acquistare presso il negozio tradizionale, con percentuali decisamente superiori alla media per il pane, la pasta, la carne, il pesce, la frutta e gli ortaggi.