Lizzie Velasquez, la drammatica storia di una ragazza che deve mangiare ogni 15 minuti per non morire

Questa è la drammatica storia di Lizzie Velasquez, la ragazza che per sopravvivere deve mangiare ogni quindici minuti. Il suo non è un disturbo alimentare, ma una terribile patologia genetica a causa della quale il suo peso non ha mai superato i 28 chili. Per sopravvivere deve mangiare sessanta volte al giorno, assumendo pochissimo cibo alla volta. Per conservare il suo peso mangia di tutto – caramelle, gelati, patatine… -, ma nonostante ciò sembra anoressica.

La sindrome di cui soffre è così rara che a oggi non è stata ancora diagnosticata: esistono solo tre persone al mondo afflitte da questo male. Lizzie nasce prematura, pesa meno di un chilo e rimane per sei settimane in incubatrice, ma diversamente da quanto diagnosticato dai medici i suoi organi si sviluppano normalmente. Ma ai genitori viene subito detto che non sarà mai una bimba come le altre. E infatti oggi, a 21 anni, Lizzie veste la taglia di una bambina, e nel suo corpo c’è una percentuale di grasso pari a zero. È cieca da un occhio e dall’altra ha una visione limitata.

Il suo sistema immunitario è molto debole: basta un raffreddore a metterla a letto malata per due settimane. Due anni fa ha rischiato di morire in seguito a una ferita alla gamba che le ha causato la perduta di oltre metà del sangue che il suo corpo ha in circolo. Ma questa ragazza non si arrende facilmente: «Questo episodio mi ha fatto capire quanto è preziosa la vita».

«Devo ringraziare i miei splendidi genitori che mi hanno fatto sempre sentire normale… – scrive sul suo blog – l’unica cosa che ho dovuto tenere a mente è stata ricordarmi che ero la più piccola di tutti e che dovevo stare un po’ più attenta quando giocavo con i bambini della età». Ora pensa al futuro: «Voglio viaggiare in tutto il mondo e raccontare la mia storia. Penso che scriverò un libro sulla mia vita davvero unica. Vorrei sposarmi e avere una famiglia mia… Ma la cosa più importante che voglio dire a tutti è che sono una ragazza come le altre. Mi piace ridere, stare con i miei amici e la famiglia, godermi la vita. Per favore non sentitevi di dovermi trattare diversamente solo perché sembro diversa».

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