Storia del Medioevo, Matilde di Canossa e l’ umiliazione

Poche donne hanno avuto, nella storia italiana, un ruolo importante quanto quello di Matilde di Canossa, che per quarant’anni resse uno Stato che si estendeva su buona parte dell’Italia settentrionale e centrale, e che partecipò da protagonista alla lotta tra l’ Impero e la Chiesa. Fatta prigioniera dall’ imperatore Enrico III, insieme alla madre, restò fortemente impressionata dall’esperienza che ne fece un’assidua sostenitrice del Papato

Personaggio di primaria importanza nella storia del Medioevo europeo, Matilde di Canossa è forse la figura storica più interessante del Medioevo il suo dominio comprendeva le terre del centro della penisola essendo quindi un pasaggio obligato per giungere agli Stati del Sud.

Sara nel 1076 che entra in possesso di un vasto territorio che comprendeva parte della Lombardia, dell’Emilia, della Romagna e la Toscana, mantenedo come capitale Canossa, oggi, centro agricolo nell’Appennino reggiano.

Matilde entra così nella lotta in corso tra impero e papato, giocandovi un ruolo prima di pacificatrice in quanto cugina dell’ imperatore Enrico IV, divenuta poi aperta sostenitrice del papato e della riforma della Chiesa, si alienò le simpatie dell’Imperatore.

In questa scelta, ella mette in gioco i suoi poteri, in gran parte avuti per concessione dagli imperatori, ed il suo stesso dominio, dichiarata traditrice da Enrico IV vede ribellarsi al suo dominio varie città e castelli del suo territorio, i suoi possedimenti furono invasi dalle truppe imperiali.

Ma alcuni feudi e castelli le restarono fedeli quali i castelli di Nogara nel Veronese, Piàdena nel Cremonese, Monteveglio nel Bolognese e Canossa nel Reggiano, permettendogli di riprendere il controllo dei suoi domini dopo varie battaglie e soprattutto ad opera di una astuta politica.

« Matilde, splendente fiaccola che arde in cuore pio. Aumentò in numero armi, volontà e vassalli, profuse il proprio principesco tesoro, causò e condusse battaglie. Se dovessi citare ad una ad una le opere compiute da questa nobile signora, i miei versi aumenterebbero a tal punto da divenire innumerevoli come le stelle. »

La Contessa Matilde, nata a Mantova nel 1046 deceduta a Bondeno di Roncore, 24 luglio 1115, fu inoltre, duchessa, marchesa e in fine incoronata regina, nel 1111 dall’imperatore Enrico V, nel Castello di Bianello in Reggio Emilia divenendo “Regina d’Italia”.

Matilde fu una potente feudataria ed ardente sostenitrice del Papato nella lotta per le investiture; donna di assoluto primo piano per quanto all’  epoca le donne fossero considerate di rango inferiore, arrivò a dominare tutti i territori italici a nord degli Stati della Chiesa ed ad essere nominata Vicaria Papale da Papa Gregorio Papa Gregorio VII, che era fermamente intenzionato a dichiarare la superiorità del potere divino su tutti i poteri terreni, compreso l’Impero.

Il giovane imperatore Enrico IV, suo cugino che tramava contro il Papato fingendosi alleato di Matilde e di Gregorio VII nel Natale del 1075, fece rapire il pontefice mentre celebrava la messa nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.

Arrestato e malmenato, il Papa venne condotto in Germania, ed Enrico IV svelò la sua vera natura. Sarà a questo punto che il ruolo della contessa di Canossa divenne fondamentale.

L’ imperatore Enrico IV alla porta del castello di Canossa per impetrare il perdono del Papa e di Matilde, al fine di vedere ritirata la scomunica ecclesiale e venire riaccettato dai suoi sudditi

La scomunica del Papa contro Enrico IV, fece si che rendesse conto del potere della Chiesa e temendo una insurrezione del suo popolo, l’ Imperatore si preparò a quello che è diventato un simbolo di sottomissione noto come “l’umiliazione di Canossa”

Breve storia dei Canossa

La storia dei Canossa ha origine da Sigifredo, di stirpe longobarda, che proveniva da Lucca. Il discendente Atto Adalberto (morto nel 988) costruì per primo la rete di fortificazioni sui colli emiliani.

A lui seguirono Tebaldo e l’astuto Bonifacio, il padre di Matilde. Assassinato Bonifacio nel 1052 e morti prematuramente un fratello e una sorella maggiore, Matilde rimase nel 1055, a nove anni, erede di un territorio che si estendeva dalla Toscana a Mantova.

Sposata, per motivi politici, con un nobile della Lorena, Goffredo il Gobbo, restò pochi anni presso il marito. Tornata in Italia con la madre, si dedicò al governo del feudo nel momento in cui esplodeva il contrasto tra Papato e Impero.

Ne furono protagonisti il monaco Ildebrando, acclamato papa nel 1073 col nome di Gregorio VII, e il giovane imperatore Enrico IV. Con la dieta di Worms, Ildebrando venne deposto e diffamato. Tra i seguaci dell’imperatore si distinse anche il marito di Matilde, che fu assassinato di lì a poco.

I principi tedeschi, per ridimensionare il potere imperiale, mutarono poi il loro orientamento e al concilio di Tribur, l’imperatore, già scomunicato, fu duramente contestato.

Per un chiarimento definitivo papa Gregorio VII si mette in viaggio per la Germania dove riteneva di venire sostenuto dai vari principi, che a suo tempo avevano favorito la sua liberazione dalla prigionia Imperiale, ma l’arrivo dell’imperatore lo induce a rifugiarsi al castello di Canossa sotto la protezione della fidata Matilde.

Qui, dopo un lungo negoziato, il 26 gennaio 1077, Enrico, in veste di pellegrino, ottiene il perdono del Papa sotto le mura del castello.

Umiliazione patita per convenienza politica, come dimostra l’immediata ripresa della lotta. Nel 1086 muore papa Gregorio.

Nel 1088 Matilde sposa il giovanissimo Guelfo di Baviera, infelice matrimonio che durò sette anni.

Nel 1092 le truppe di Matilde mettono in fuga, nel reggiano, tra Bianello e Canossa, l’esercito imperiale venuto per lavare l’umiliazione del 1077.

Salvatasi dalla minaccia, Matilde si dedica a rafforzare e allargare il suo feudo.

Sostiene l’edificazione di chiese e cattedrali, fa sorgere ospizi per poveri e partecipa in modo determinante alla nascita dell’Università di Bologna.

Nel 1111 a Bianello incontra il nuovo imperatore, Enrico V, figlio del suo grande nemico Enrico IV, che la nomina regina d’Italia.

Muore a Bondeno di Roncore il 24 luglio 1115 e viene sepolta nel monastero di San Benedetto in Polirone. Dal 1632 riposa a Roma, nella basilica di San Pietro, in un sarcofago monumentale realizzato dal Bernini.

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