Milano, ambientalisti protestano contro la Bp. Dimostrazioni anche a Londra

    Proteste degli ambientalisti contro la Bp si sono tenute a Milano e a Londra. Una protesta simbolica di ambientalisti – con restituzione di benzina in un distributore – è stata messa in atto, a Milano, nei confronti della British Petroleum sia per la marea nera nel Golfo del Messico, sia per l’autorizzazione a trivellare nel Mediterraneo, nel Golfo della Sirte, concessa al colosso petrolifero. Verso le 12 alla pompa di benzina nei pressi della metropolitana di Bonola, sono state ‘restituite’ alla Bp alcune taniche contenenti anche “acqua inquinata”.
    All’iniziativa, hanno partecipato, fra gli altri, Stefano Apuzzo ed Edgar Meyer presidenti di Amici della Terra e Gaya, associazioni che invitano a boicottare Bp, i quali hanno denunciato che “si era a conoscenza delle falle nel sistema di sicurezza in Messico”. “Chiediamo – hanno aggiunto – che stiano lontani dalle nostre coste e dal Mediterraneo e promuoviamo il boicottaggio italiano ed europeo”.
    Protesta anche a Londra. Militanti del gruppo ambientalista Greenpeace hanno costretto alla chiusura 47 stazioni di servizio della Bp.
    In totale i distributori nella capitale inglese sono 50, ma la compagnia petrolifera ha smentito le cifre fornite dagli ambientalisti sostenendo che solo 12 stazioni sono state costrette a chiudere e che il servizio “sarà ripristinato quanto prima”.
    La protesta coincide con le cifre fornite da Bp sulle spese finora sostenute per far fronte alla marea nera (quasi 17 miliardi di dollari) e su quella ancora da conteggiare (oltre 32 miliardi di dollari). Greenpeace ha descritto l’azione dei suoi militanti, affermando che gli attivisti hanno fermato il flusso di carburante facendo saltare gli interruttori di sicurezza in modo da impedire la riapertura delle stazioni. La Bp ha bollato il blitz ambientalista come “un irresponsabile e infantile atto in grado di interferire con i sistemi di sicurezza”.
    In un distributore di Camden, nel nord di Londra, degli attivisti ‘scalatori’ si sono arrampicati per sostituire il logo Bp con l’immagine di un un girasole verde che affonda in un mare di petrolio.

    Fonte: Ansa