Pdl, parla Granata: rischio concreto di elezioni esiste, scongiurarlo dipende dai leader, Berlusconi e Fini

Fabio Granata

Roma, 27 lug. “Che la situazione sia di accentuato conflitto all’interno del partito su questioni non secondarie è un dato oggettivo. Però in politica c’è sempre la possibilità di una ripartenza e questo sta nella volontà degli uomini e soprattutto dei leader non ovviamente dei singoli parlamentari. Quindi dipende soprattutto dalla volontà di Fini e di Berlusconi”. Fabio Granata, l’esponente finiano al centro della nuova bufera interna al Pdl, parla apertamente del rischio di elezioni anticipate in caso di rottura definitiva fra Presidente del Consiglio e Presidente della Camera. “Tutti -dice Granata ad Affaritaliani.it- intravedono il rischio di elezioni politiche anticipate, anche perché il dato della volontà popolare va rispettato e quindi se non si dovesse arrivare alla possibilità di far andare avanti questo progetto portante della maggioranza, ovvero quello del Popolo della Libertà, è chiaro che il rischio c’è ed esiste. In questo senso lo intravedo io come lo intravedono tutti. Il presidente Fini ha posto dei problemi che riguardano la possibilità di rilancio del progetto del Popolo della Libertà. E il tutto passa anche nella nuova fase nella quale, non su un piano giudiziario ma su un piano politico, è opportuno che chi è coinvolto in procedimenti ed ha responsabilità dirette nella gestione del partito faccia un passo indietro. E’ una posizione che da tempo portiamo avanti e auspichiamo che il premier, Silvio Berlusconi, ne comprenda le motivazioni finalizzate non ha una polemica interna ma a un rilancio del Pdl. In questo senso l’auspicio è che il presidente del Consiglio si muova in questa direzione”. Se invece Berlusconi e Fini arrivassero alla rottura del Pdl, una nuova intesa elettorale in caso di elezioni “sarebbe – dice il Vicepresidente finiano dell’Antimafia- oggettivamente molto difficile, anche se in politica nulla è impossibile”.

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