Arezzo, uccide il marito e tenta di avvelenarsi: figlia torna a casa e riesce a salvarla

Il padre ucciso in un lago di sangue, la madre riversa sul pavimento, senza ferite. Così Jessica Carboni, ieri sera verso le 20, al rientro a casa, ha trovato i genitori. Lui, Giuseppe, carrozziere di 65 anni, sarebbe stato ucciso dalla moglie Laura, 55 anni, che si è avvelenata ingerendo una grande quantità di barbiturici.

La tragedia familiare avvenuta a Bucine, vicino ad Arezzo, in via Nino Bixio. Jessica, madre a sua volta di due piccoli, vive assieme al marito nell’appartamento sopra quello di Giuseppe e Laura. Appena rientrata a casa dal centro di estetica dove lavora, ha trovato il padre morto e la madre agonizzante, ha chiamato l’ambulanza. I soccorritori sono arrivati giusto in tempo per salvare la donna. I carabinieri hanno avviato le indagini.

Ci è voluto un po’ per capire in particolare cos’era accaduto a Laura Carboni: è stata lei a colpire Giuseppe con un’arma del delitto non ancora identificata (un corpo contundente capace di provocare ferite profonde). La grande disponibilità di barbiturici che la donna in teneva in casa, lascia pensare che soffrisse di grave depressione. Tutto il paese, com’è inevitabile, vocifera sui motivi che hanno portato a questo massacro: la coppia era ben conosciuta, soprattutto per la carrozzeria di Carboni. Secondo alcuni vicini, la scintilla sarebbero state le vacanze: lui, raccontano in molti, voleva portare i nipotini in montagna, col camper, mentre lei non sarebbe partita, non si sa se contro la propria volontà. In via Nino Bixio, tra i vicini dei Carboni, il sospettato numero uno comunque il camper, parcheggiato davanti a casa. Laura Carboni ricoverata in sala di rianimazione all’ospedale della Gruccia di Montevarchi. I medici sono ottimisti e già oggi potrebbero dichiararla fuori pericolo.

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