Mafia Usa, boss italiano a New York arrestato a Sorrento

SORRENTO (30 luglio) – Emilio Fusco, di 42 anni, esponente del clan mafioso della famiglia Genovese, attivo negli Stati Uniti ed in particolare a New York, è stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Avellino, nei pressi di Sorrento, dove si era rifugiato in un’abitazione. L’uomo è originario di Quindici, in provincia di Avellino. Nella casa che occupava dopo il suo arrivo in Italia i carabinieri hanno trovato e sequestrato 10 mila euro in contanti ed altrettanti dollari.

Nei giorni scorsi l’FBI, tramite l’Interpol, aveva comunicato alle forze dell’ordine italiane l’emissione nei confronti di Fusco, ritenuto un pericoloso affiliato alla famiglia mafiosa dei Genovese, di un’ordinanza di carcerazione del tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto sud di New York, per i reati di associazione criminale ed estorsione.

I militari del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Avellino, dopo aver concentrato la loro attenzione su Quindici ed in particolare sull’abitazione del ricercato, effettuando per giorni numerosi appostamenti, hanno esteso le ricerche anche fuori provincia.

Pedinando amici e parenti, i carabinieri sono arrivati a stringere il cerchio nella provincia di Napoli ed in particolare in una zona nei dintorni di Sorrento. I carabinieri indecisi su dove esattamente potesse trovarsi il ricercato, per giorni, dopo essersi travestiti da operai dell Enel e netturbini, si sono appostati nella zona riuscendo infine a localizzare l’abitazione nella quale l’uomo si nascondeva.

Fusco risulta essere coinvolto, nel Distretto Sud di New York, nel racket delle estorsioni, in diversi omicidi ed in altre attività criminali. In particolare l’uomo è accusato di aver partecipato, insieme con due complici, all’omicidio, avvenuto nel novembre 2003, di Gary Westerman, il cui corpo è stato scoperto nel mese di aprile 2010 nel Massachusetts. Nello stesso anno Fusco avrebbe partecipato, secondo l’accusa, anche al tentativo di omicidio di Frank Dadabo.

IlMattino