Unesco, Galapagos fuori dalla lista siti a rischio, perplessità degli ambientalisti

L’Onu ha tolto le isole Galapagos dalla lista dei siti a rischio, grazie agli sforzi compiuti dal governo dell’Ecuador per proteggere la biodiversità dell’arcipelago.

DECISIONE UNESCO
– Il comitato dell’Unesco sui patrimoni mondiali ha deciso con 15 voti a favore e quattro contrari di rimuovere le Galapagos dalla lista dei luoghi minacciati da pericoli ambientali o da sfruttamento eccessivo.
“E’ importate riconoscere gli sforzi compiuti dal governo ecuadoregno per preservare questo patrimonio” ha detto Luiz Fernando de Almeida, capo della delegazione brasiliana, che ha proposto la mozione in una riunione a Brasilia. Il governo di Quito ha accolto con favore la decisione, ma qualche ambientalista è perplesso.

PARERI PERPLESSI – L’amministrazione del presidente Rafael Correa ha affrontato problemi seri nell’arcipelago, ma è presto per cantare vittoria, dice Johannah Barry, responsabile di Galápagos Conservancy, un gruppo di ricerca con sede in Virginia. “La crescente presenza umana nella Galápagos, sia di turisti sia di residenti, metta a rischio al biodiversità. L’introduzioen di malatti,e di piante e animali invasivi sono tutti fattori che vanno affrontati subiti e in modo aggressivo. Ritengo che la decisione sia prematura e spero non segnali un abbassamento della guardia” dice Barry.

SITUAZIONE ATTUALE – La catena di isole vulcaniche nel Pacifico, 600 miglia al largo delle coste dell’Ecuador, ospita specie endogene, come la tartaruga gigante, che hanno ispirato le teorie di Charles Darwin sull’evoluzione. Una popolazione permanente di circa 30.000 persone, raddoppiata negli ultimi dieci anni,a cui si aggiunge un esercito di 190.000 turisti ogni anno, ha alimentato timori sull’inquinamento. I nuovi abitanti hanno portato con loro specie animali invasive, come insetti, gatti, topi, mucche e formiche rosse, che minacciano un habitat evoluto in totale isolamento per millenni. Il governo ecuadoregno ha cercato di trovare un equilibrio tra protezione dell’ambiente e turismo, tentando di porre un tetto ai nuovi arrivi e di riportare sulla terraferma gli immigrati clandestini. Tuttavia le discariche e i nuovi insediamenti continuano a sorgere in alcune isole.

Fonte: APCOM