Braccialetto Power Balance, il fisiatra: “Sfrutta l’effetto placebo”

Il braccialetto Power Balance finisce sotto inchiesta da parte dell’Antitrust per una ”possibile pratica commerciale scorretta”, ma anche in ambito scientifico l’accessorio che promette di migliorare forza, equilibrio e coordinazione non gode di molto credito. ”E’ una cosa che sa di new age o esoterismo spinto ma non obbedisce ad alcuna legge o attivita’ scientifica accertata – dice Walter Santilli, ordinario di Fisiatria nell’Universita’ ‘La Sapienza’ di Roma -. Il braccialetto parla di effetti su funzioni come forza, equilibrio e coordinazione, che sono legati al sistema nervoso. Quando ci si collega al sito della Power Balance ci appare un ologramma, un disegno, che secondo l’azienda stimolerebbe il sistema biologico in modo tale da migliorare le performance. A questo punto il quesito del medico e’ questo: come puo’ un disegno produrre effetti magnetici e influenzare l’organismo umano? Se davvero fosse cosi’ scomparirebbe tutta la medicina riabilitativa. Dovunque ci sia un campo elettrico c’e’ anche attivita’ elettromagnetica. Questo pero’ non vuol dire che tutti i campi elettromagnetici influenzino il nostro fisico. Altrimenti anche stare davanti al frigorifero o alla televisione per molte ore produrrebbe degli effetti, positivi o negativi, e se fossero cosi’ dirompenti come vengono propagandati, ne deriverebbe che saremmo una popolazione di malati o di super-sani”. Santilli tiene pero’ a sottolineare che il suo, da scienziato, non puo’ essere e non e’ un rifiuto aprioristico, e che anzi sarebbe ben felice se il braccialetto avesse veramente prodotto qualcosa di concreto:”Me ne hanno portati 10 esemplari e l’ho provato in primo luogo su me stesso senza registrare alcun effetto; poi l’ho fatto sperimentare a mio figlio, che ha 14 anni e gioca a rugby, e anche lui non ne ha tratto alcun vantaggio. E’ vero che e’ solo con l’approccio scientifico che viene fuori eventualmente qualcosa. Pero’ anche le ricerche scientifiche vengono precedute da valutazioni empiriche: se gia’ in partenza non viene fuori nulla, non vale la pena nemmeno far partire la ricerca vera e propria”. Sulla presenza di tanti testimonial tra gli sportivi e lo sfoggio di braccialetti anche ai recenti Europei di atletica leggera, tra atleti che sono esempi di forza, equilibrio e coordinazione, Santilli trova una spiegazione nell’effetto placebo:”In medicina e’ studiato da molto tempo, come reazione dell’organismo alle suggestioni. Succede che una persona che non riesce a raggiungere una certa prestazione, con un placebo non raggiunge magari proprio quella prestazione ma si migliora molto. Se il braccialetto fosse in grado di alterare i risultati sportivi, si dovrebbe muovere l’antidoping”.

Ansa