Ue, immigrati: nel 2009 aumenta domanda d’asilo ma crolla numero ingressi irregolari

Nel 2009 si è registrato un aumento dell’8% delle domande d’asilo e del 23,3% delle domande d’asilo multiple, ma anche un drastico crollo del 50% del numero degli ingressi irregolari registrati nell’Ue.
E’ quantoè emerso dal rapporto dell’Unione Europea pubblicato oggi sull’attività annuale del database biometrico europeo Eurodac, che aiuta a determinare quale stato membro sia responsabile per esaminare le richieste di asilo.
Secondo le norme dell’Unione, infatti, è di competenza del primo paese di ingresso in Ue, ma date le complesse dinamiche dell’immigrazione clandestina è  spesso difficile stabilire quale sia. “Il rapporto pubblicato oggi mostra il contributo effettivo di questo database Ue di impronte digitali nel gestire le richieste di asilo, aiutando a stabilire quale stato membro le debba esaminare attraverso la registrazione e il confronto delle impronte digitali dei richiedenti e degli immigrati irregolari, prevedendo l’invio di richieste multiple”, ha affermato la commissaria Ue agli Affari interni Cecilia Malmstroem.
Nel 2009, infatti, sono state ben 236.936 le impronte digitali analizzate, di cui 31.071 di persone colte sul fatto mentre attraversavano le frontiere Ue illegalmente e 85.554 di persone arrestate quando gia’ si trovavano su suolo Ue senza averne il diritto. Se nel 2009 il numero di domande di asilo è aumentato dell’8% rispetto all’anno precedente, cosi’ come quello di domande multiple (passando dal 17,5% del 2008 al 23,3% del 2009), allo stesso tempo è diminuito della metà (-50%) il numero degli immigrati irregolari registrati (da 61.945 del 2008 a 31.071 del 2009). E’ inoltre aumentato il numero di ricerche compiute nel database (+12,7%).
Queste cifre, però, ha precisato il portavoce della commissaria Malmstroem, Michele Cercone, “non rappresentano in modo esaustivo i trend e i numeri dell’immigrazione illegale nell’Ue”, anche perche’ tra l’altro si riferiscono agli immigrati irregolari registrati, inseriti nel database e quindi sottoposti a un controllo incrociato dai diversi paesi Ue per verificare l’eventuale legittimita’ della domanda d’asilo. Gli stessi numeri emersi dal rapporto di Bruxelles “sono da interpretare con cautela”, ha avvertito Cercone, aggiungendo che “ci sono ragioni multiple e complesse” alla base dei dati Eurodac e dei trend emersi nel 2009.

Fonte: Adnkronos