Blackberry: la compagnia canadese che lo produce (Rim) resiste alle pressioni dei paesi musulmani

    WASHINGTON, 4 AGO – Niente da fare: il patto di fiducia con i clienti non si tocca. Research in Motion (Rim), la compagnia canadese che produce il Blackberry, resiste alle pressioni dei paesi musulmani, Emirati Arabi, Arabia Saudita e perfino Indonesia. Nonostante le forti proteste, questi governi non otterranno le chiavi d’accesso in grado di poter controllare il traffico dati dei loro cittadini. Pur rischiando, come scrive Bloomberg, di compromettere la propria espansione in questi mercati emergenti, Rim ha deciso di non rivelare ai governi che ne hanno fatto richiesta alcun codice, difendendo così la privacy di chi ha scelto di possedere un loro cellulare. Negli Stati Uniti, in Europa, come nel resto del mondo. «Su questo punto non è possibile alcun compromesso», ha detto chiaramente Mike Lazaridis, fondatore e co-direttore esecutivo di Rim al New York Times. «In gioco è la ragione grazie alla quale siamo il numero uno al mondo». Secondo Lazaridis, permettere a un governo di controllare i messaggi che viaggiano attraverso i Blackberry potrebbe mettere a repentaglio le relazioni della compagnia con i suoi clienti. E tra di loro, sottolinea, ci sono le maggiori aziende al mondo e molte agenzie che si occupano di sicurezza. Intanto l’Arabia Saudita va avanti: l’Autorità per le telecomunicazioni del Paese ha annunciato la sospensione dei servizi Blackberry a partire dal 6 agosto. La Commissione per le comunicazioni (Citc) aveva accordato ai tre operatori telefonici – Stc, Mobily e Zain – un «periodo di grazia per definire con Blackberry i requisiti necessari a mantenere la licenza». «Questo periodo termina venerdì 6 agosto», conclude la nota senza peraltro specificare quali siano i requisiti da definire, nè chiarendo quali servizi saranno sospesi. Nel regno saudita sono circa 750.000 gli utenti Blackberry, poco più del mezzo milione degli Emirati Arabi Uniti, l’altro Paese del Consiglio di Cooperazione del Golfo che ha annunciato domenica scorsa una sospensione dei servizi Blackberry, a partire dall’11 ottobre. Sempre Lazaridis ha smentito che la sua compagnia abbia fatto particolari concessioni, sempre sul piano dei codici, ai governi di altri paesi come la Cina e l’India, dove tantissimi posseggono un Blackberry. «Sono voci completamente ridicole e assolutamente senza fondamento». «I nostri clienti – ha concluso – possono continuare ad avere fiducia nell’integrità dei nostri sistemi di sicurezza, senza temere alcun ripensamento».

    Ansa