BURQA / Governo, proposta di legge per vietare l’uso del velo integrale ma senza citare l’Islam

BURQA – Vietare per legge l’uso del burqa e del niqab in Italia, senza fare però riferimento alla religione islamica. Questo il parere fornito oggi dal Governo alla commissione Affari costituzionali della Camera che sta esaminando le proposte di legge in materia. Il parere adottato dal Governo è quello proposto dal Comitato per l’Islam italiano istituito presso il Viminale. Nel parere – illustrato  in commissione dal sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano – si fa presente che l’uso del niqab (indumento che copre il capo e buona parte del busto lasciando scoperti soltanto gli occhi) e del burqa (che copre tutto il corpo compresi gli occhi) non ha un’origine coranica. Indumenti simili sono stati usati in diverse zone in epoca romana, bizantina, persiana. Portarli non é dunque “un obbligo religioso”. La legge in materia dovrà quindi, secondo il Governo, tenere prioritariamente in conto “la considerazione di ordine pubblico secondo cui persone travisate in modo da non essere riconoscibili non possono essere identificate dalle forze dell’ordine, individuate dai conoscenti e, se del caso, descritte dai testimoni. La riconoscibilità delle persone deve essere garantita, tanto più a fronte del rischio internazionale collegato al terrorismo“. Il documento non è però d’accordo con le proposte di legge che prevedono il divieto degli “indumenti femminili in uso presso le donne di religione islamica denominati burqa e niqab”. Parlare esplicitamente di “religione islamica”, infatti, secondo il Governo, rischia di alimentare polemiche, oltre a non essere storicamente corretto. Si raccomanda quindi di “omettere dai testi di legge ogni riferimento alla religione o all’islam, limitandosi alla formulazione secondo cui nel divieto devono intendersi ricompresi ‘gli indumenti denominati burqa e niqab’, prescindendo dalle motivazioni che spingono le persone ad indossarli”. L’obiettivo, si sottolinea, è quello di “deconfessionalizzare” la legge per non alimentare polemiche.

Fonte: Ansa.it