AFGHANISTAN / Attentato, i profili Facebook dei militari italiani caduti. Il ferito: “Non ce la faccio più a stare qui”

AFGHANISTAN – “Mi sono rotto di stare qua in Afghanistan, non si capisce nulla”. Il messaggio, datato il 3 ottobre scorso è l’ultimo che appare nella bacheca di Luca Cornacchia, il militare abruzzese ferito stamani nell’attentato nella zona di Farah, dove hanno perso la vita quattro militari italiani. Una pagina in cui, attraverso articoli foto e canzoni, Cornacchia racconta la vita in Afghanistan e il contributo alla vita di tutti i giorni. Come immagine di profilo il militare ha scelto una foto di Ernesto Che Guevara. Tra gli ultimi messaggi della bacheca, tra una video di Carmen Consoli (“Amore di plastica”) condiviso giovedì e una canzone di Vasco Rossi, spicca la foto di un soldato che dà la mano a un bambino del posto, con lo slogan “non importa quando doniamo ma quanto amore mettiamo in quello che doniamo”. C’è anche spazio a un messaggio di speranza, “tranquilli cuccioli vi riporto tutti a casa…”, scrive agli amici a casa parlando dei suoi commilitoni, tra i commenti di un video in cui scorrono le immagini dei soldati statunitensi che riabbracciano le proprie famiglie. E poi rivolto alla moglie, Monica, scrive, “amore sei la mia vita…”.
Anche una delle vittime, Francesco Vannozzi, ha lanciato qualche messaggio dall’Afghanistan. Brevi testi per dire di essere ossessionato dalla sabbia. Nella sezione Info compaiono tre citazioni di taglio decisamente militare: “Si vis pacem, para bellum”. “Non so con quali armi combatteremo la Terza guerra mondiale, ma nella Quarta useremo sassi e bastoni”. “Io non credo nel paradiso; credo nel dolore, credo nella paura, credo nella morte”.
“Meglio morire in piedi che vivere una vita strisciando” ha invece scritto nella sua pagina Gianmarco Manca, un altro dei caduti di Farah. Sulla sua bacheca pochi post nei mesi scorsi che raccontano in modo insofferente la vita nella base.

 Fonte: Corriere.it