Mentre Saddam Hussein saliva sul patibolo una guardia gli disse di “andare all’inferno” (Wikileaks)

SADDAM IL PATIBOLO E LA GUARDIA – ROMA, 5 DIC – Gli ultimi momenti di Saddam Hussein prima di essere messo a morte erano già noti ai media. Il suo appello agli iracheni «a restare uniti», l’ultima invettiva al nemico di sempre, l’Iran. Ma ulteriori dettagli vengono ora alla luce nel cablogramma inviato dall’ambasciatore americano a Baghdad il 15 gennaio 2007, due settimane dopo l’impiccagione del rais iracheno. Nessuno tra i testimoni dell’esecuzione, si evince dal documento, ha compianto il suo ex presidente. Anzi, mentre Saddam saliva a a fatica i gradini che lo conducevano al patibolo, una guardia gli ha detto «di andare all’inferno». E, negli attimi dell’impiccagione, due ufficiali del governo hanno anche «scattato apertamente delle foto con il cellulare». L’ambasciatore Zalmay Khalilzad chiede lumi al pubblico ministero Munqith al Faroun sulla durata dell’esecuzione, sulla presenza di «quattordici testimoni», sul perchè non sia stata richiesta una conferma scritta della condanna a morte al presidente iracheno Jalal Talabani. Al Faroun – si legge nel cable – precisa che «secondo la legge irachena, Talabani ha la possibilità di ridurre le sentenze per crimini normali e non ha l’autorità di cambiare le sentenze dell’Alta Corte dell’Iraq». Per questo non è stato richiesto un suo intervento. Quindi al Faroun racconta gli ultimi attimi di Saddam che è andato alla forca con il Corano tra le braccia e ha parlato per l’ultima volta «come se fosse ancora il presidente». Al segretario della sicurezza nazionale Moaffaq al Rubaie, ha detto «di non avere paura, di aver previsto questo momento si da quando è andato al pote<re perche, come presidente, sapeva di avere molti nemici». Saddam avendo difficoltà a salire i gradini che conducevano al patibolo, ha chiesto aiuto, ma una guardia gli ha risposto «di andare all’inferno». Quindi altre due guardie gli hanno «offerto un cappuccio per coprirsi il capo, ma lui ha rifiutato». «Ha pregato» Saddam, prima di essere impiccato. E l’ultima parola che il dittatore ha sentito prima di spirare suona beffarda: è stato il nome di un suo grande nemico, «Muqtada al Sadr», che un testimone gli ha gridato contro più volte, rompendo il silenzio.

Ansa