Elisa Rossi (X Factor) presenta il disco d’esordio “Viola Selise”

ELISA ROSSI PRESENTA IL DISCO D’ESORDIO “VIOLA SELISE” – Dopo l’esperienza a X Factor nel 2009 nella vita di Elisa Rossi sono successe molte cose tra cui una seconda gravidanza, la partecipazione al musical “Hair” e la pubblicazione del disco d’esordio “Viola Selise“. Mamma e cantante felice rivela a Tgcom: “Adoro complicarmi la vita. Molti mi hanno detto che forse prima sarebbe stato meglio pensare alla carriera e poi ai figli”. Il cd sarà presentato al The Place di Roma, l’8 dicembre dalle 22.30

Cosa ti ha regalato l’esperienza a X Factor?
Seppur breve, la conserverò sempre nei miei ricordi come un passaggio, un piccolo passo in avanti, non solo professionalmente perché mi ha dato l’opportunità di lavorare con grandi professionisti  ma anche per la crescita personale. Ora mi considero più forte e più sicura di me della mia identità del percorso artistico che voglio intraprendere e di ciò che voglio comunicare con le mie canzoni.

Cos’è successo dal 2009 ad oggi?
E’ difficile riassumere in poco tempo ma farò così: una casa, tornare a casa, il primo bimbo,pancia, pancia che cresce, panciona, il secondo bimbo, il gatto randagio in giardino, le curve in collina, le risate, i pianti, la musica, svegliarsi di notte, svegliarsi più volte di notte, le occhiaie, le prove, le prove di vita, le prove musicali, le impronte, le gite, le camminate, i pensieri, la fuga di pensieri, la raccolta di pensieri. Mare, sabbia, la faccia nella sabbia, pesca di meduse, tante meduse, grandi meduse, meduse e granchi.  Ritorno, ritorno a casa, Rimini, Bellaria, mia madre, mio padre, api, il miele. Gli scontri, le sorprese, le olive,le olive bucate, troppo bucate, quest’anno niente olive! Letto a castello, coperte, giochi, soldatini, il traffico, le luci, le luci dei fanali, le luci dei lampioni, le strade buie, Roma, Frascati, Grottaferrata. L’album, l’album è pronto, auguri, regali,doni, i pacchi i Natale, l’albero di Natale, il presepe, l’hai fatto il presepe? No!

Quando hai terminato X Factor poi sei diventata mamma per la seconda volta. Riesci a conciliare la tua passione musicale con quello di mamma?
Già ero mamma di Geremia e devo dire che con Gioele (l’ultimo arrivato) le cose si sono complicate ulteriormente. D’altra parte adoro complicarmi la vita. Molti mi hanno detto che forse prima sarebbe stato meglio pensare alla carriera e poi magari ai figli. Quando uscii da X Factor, un signore del pubblico mi passò accanto e dandomi una pacca sulle spalle mi disse: “Su, su, ora hai qualcosa di più importante a cui pensare” come se per una donna l’avere un figlio comporti per forza delle assolute rinunce, l’essere impossibilitata a perseverare nel raggiungere i propri obbiettivi. Avrei voluto far recapitare al signore i video in cui fino all’ottavo mese ballavo e cantavo nel pieno della mia “grazia” nel musical Hair e io sono felicissima e fiera dei miei due bimbi. Credo che averli al mio fianco mi abbia resa ancora più forte matura e responsabile e  che mi abbiano dato un ulteriore motivazione per cercare di affermarmi come artista e donna ed essere fiera di me come spero che un giorno anche loro lo siano della loro mamma. Dunque terminato l’aspetto romantico di tutta la situazione familiare, devo dire che a parte i momenti di isteria e il districarsi faticoso tra i mille impegni, riesco comunque a gestire in maniera molto organizzata i ritmi del mio lavoro con quella dei bambini
 
Hai anche partecipato ad “Hair” nel ruolo di Crissy, quali sono i ricordi di quel tour?
Devo innanzitutto ringraziare Luca Tommassini che subito dopo l’uscita da X Factor mi ha fortemente voluta nel cast di Hair. E’ stato meraviglioso lavorare con lui e Giampiero Solari alla regia, e con tutto il cast di validissimi attori cantanti ballerini. Il clima era quello accogliente e caloroso di una grande famiglia e forti dell’armonia tra di noi abbiamo fatto un ottimo lavoro di aiuto e supporto reciproco. La prova più grande era proprio questa, creare affiatamento tra gli artisti ma di questo ne siamo complici tutti, per quanto mi riguarda ho avuto la possibilità di esibirmi nei più grandi teatri d’Italia e confrontarmi ogni sera con un pubblico diverso.

Poi il tuo primo disco. Hai avuto difficoltà a produrlo e crearlo?
Mi piace pensare che il disco in realtà sia stato sempre lì ad aspettare me, che fossi pronta artisticamente e con le spalle abbastanza larghe per farmi carico di tutte le responsabilità che comporta l’esporsi in tutto e per tutto ,definire se stessi per poi mostrarsi agli altri. Dunque il lavoro non parte solo da un aspetto puramente tecnico ma soprattutto da un percorso personale fatto di ostacoli peripezie varie , prove a volte superate e sulle quali altre volte sono inciampata facendomi  “male”. Il lavoro ha visto in primis l’apporto artistico dei musicisti, con cui collaboro da tempo, insieme ai quali ho lavorato per dare una prima stesura ai pezzi. Successivamente ho scelto i brani in base ad un filo conduttore che potesse dare equilibrio al disco, e poi la mano misurata ed elegante di JD Foster  ha fatto il resto. Restando fedele il più possibile all’idea di arrangiamento iniziale ha veramente reso tutto il lavoro di alta qualità e molto onesto perché se la musica e questo album mi devono rappresentare,  così è stato. Probabilmente in questo mestiere la difficoltà non è quella di creare, l’arte esiste ed è pulsante, il problema è trovare persone motivate che credano ancora che si possa vendere…l’arte.

Come mai hai scelto come cover “Rimini”?
Io adoro De Andrè, uno dei primi dischi che ebbi tra le mani fu proprio una sua raccolta. La proposta di cantare proprio questa canzone mi è stata fatta però da JD Foster, in me vedeva Teresa la ragazza di cui racconta la canzone che sfugge ad una realtà fatta di pettegolezzi di retaggi culturali della piccola borghesia riminese di cui è vittima, cercando attraverso il sogno, l’immaginazione,di sfuggire ad una realtà dolorosa che la spinge  a rinunciare ad un figlio. Così con le dovute differenze, in me vedeva la ragazzina nata nella provincia di Rimini che guardando il mare immaginava di scivolare oltre quel vuoto aperto e di dare forma ai propri sogni. Considero ‘Rimini’ anche un omaggio alla mia terra un abbraccio che mi avvolge con tutto il bagaglio di vita che mi ha donato, un abbraccio a volte tiepido e distaccato a volte tanto caloroso da farmi sentire ancora parte di quei luoghi.

Fonte:tgcom